Il modello islandese sbarca anche al Sud Italia: 36 ore settimanali invece di 40. La settimana corta si sperimenta a Napoli.

Lavoro settimana corta
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In Europa si va avanti da un pezzo, soprattutto in alcuni Paesi. In Italia, invece, la strategia della settimana corta è ancora in una fase di sperimentazione. Qualche esperimento sparso è già stato tentato in alcune aziende del Nord, dove è stata disposta una riduzione dell’orario a fronte di uno stipendio rimasto invariato. Una soluzione che in Islanda, ad esempio, è già stata adottata con successo. E che, ora, è pronta a sbarcare anche in altre zone dello Stivale. A Napoli si cercherà di emulare il modello Reykjavyk (e anche quello spagnolo), con la riduzione dell’orario standard di 40 ore.

L’obiettivo è semplice: dimostrare che pur riducendo le ore settimanali la potenzialità lavorativa non viene intaccata. In pratica, utilizzare la settimana corta per non gravare sui lavoratori, riducendo il quantitativo di stress e, parallelamente, aumentare la produttività. Sì, perché l’esperimento mira a dimostrare che un orario eccessivamente prolungato può risultare alla fine deleterio per la qualità stessa dell’attività. La riduzione, in questo caso, non è eccessiva: 36 ore anziché 40, ma con dei risultati prestabiliti da raggiungere.

Settimana corta, Napoli ci prova: come funziona

In pratica non sarà tanto il tempo, quanto gli obiettivi a contare. Si tratta, per l’azienda che lo metterà in atto (PA Advice), di un esperimento che coronerà un processo iniziato già nel 2016, il cui scopo era migliorare le prestazioni dei dipendenti bilanciando il welfare lavorativo con quello privato. Questo per far guadagnare ai lavoratori non solo più tempo per la vita quotidiana ma anche per migliorare le performance produttive grazie a una maggiore flessibilità. Il tutto coadiuvato da corsi di formazione personalizzati per i lavoratori, creando di fatto delle carriere personalizzate.

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Al Sud Italia sarà un debutto assoluto, mentre alcune realtà del Settentrione avevano già sperimentato il modello islandese. La settimana corta, anche su spinta dell’Europa, inizia a prendere sempre più piede nel Vecchio Continente, divenendo realtà consolidata in alcuni Paesi. La Germania, ad esempio, guida la classifica con una media di 26 ore alla settimana. L’Italia, per intenderci, con le sue 30 ore settimanali supera la media del Continente tutto (29 ore). Del resto, uno studio ad hoc ha dimostrato che più ore non equivalgono a una produttività maggiore. Anzi, un accumulo eccessivo di fatica e stress possono compromettere il rendimento. La strada della flessibilità mira a dimostrarlo anche sul campo.