L’assegno temporaneo è stato pagato ad alcuni richiedenti, mentre altri non lo hanno ancora ricevuto. L’Inps chiarisce la situazione.

Pagamenti assegno temporaneo
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Senza dubbio diventerà una misura importante. Al momento, però, l’assegno temporaneo è un provvedimento provvisorio, destinato solo ad alcune categorie e, soprattutto, con una situazione pagamenti estremamente variabile. A partire da luglio, infatti, è stata disposta la misura momentanea dell’Assegno unico, che entrerà definitivamente in vigore a partire da gennaio, e la data del 30 settembre rappresenta una deadline importante. In effetti, è la data ultima per inviare le domande e ottenere l’importo dovuto comprensivo degli arretrati.

Dopodiché, ci si dovrà accontentare. A ora, alcuni pagamenti sono arrivati, altri dovrebbero arrivare a breve e, invece, alcuni non hanno rispettato la scadenza preventivata. Coloro che hanno inoltrato domanda a luglio e agosto, ovvero nei primi due mesi, hanno ottenuto il proprio assegno temporaneo fra il 24 e il 28 settembre. Per tutti gli altri, l’Inps ha diramato le tempistiche per gli accrediti attraverso la pagina “Inps per la famiglia”. Chiarendo, in qualche modo, i dubbi circa i primi ritardi

Assegno temporaneo, quando arrivano i soldi: il calendario

La prima quindicina di ottobre sarà probabilmente decisiva. A partire dal 15 del mese, dovrebbero arrivare gli accrediti dell’assegno per coloro che hanno fatto domanda ad agosto (naturalmente quelli rimasti fuori dai pagamenti di fine settembre) e settembre. A partire dal 27 ottobre, inoltre, via al pagamento della nuova integrazione su Reddito di cittadinanza e arretrati. Date variabili, visto che il calendario è di fatto una bozza. Inoltre, l’importo dell’assegno temporaneo non verrà versato per tutti lo stesso giorno. Questo contribuisce a creare divergenze e, naturalmente, dei dubbi.

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Per quanto riguarda gli importi, si cambia in base alle variazioni dell’Isee e, soprattutto, ai figli a carico presenti nel nucleo familiare. Qualora vi sia la presenza di un alto numero di figli e una situazione reddituale sotto il livello di guardia, le somme percepite saranno più alte. I beneficiari, al momento, sono coloro con cittadinanza italiana, soggetti al pagamento dell’Irpef e con un indicatore della situazione Isee inferiore a 50 mila euro. Necessario essere anche titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata perlomeno semestrale.