Specialmente coloro che sono nati negli anni ’80 hanno sentito parlare di Napster e delle vicende di cui fu protagonista alcuni anni fa. Oggi i suoi contenuti sono 100% legali ed è tuttora una piattaforma interessante sul piano dello streaming musicale. 

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Napster anticipò servizi e applicazioni per la musica come quelle oggi fornite da Apple Music o Spotify, ed è assolutamente vero che la sua storia ha modificato per sempre il mondo musicale, con l’introduzione del concetto del cd. file sharing, che poi ebbe molta fortuna.

Sono passati più di 20 anni dalla sua sconfitta a livello legale, ma la piattaforma è rinata dalle sue ceneri grazie al contributo di Rhapsody. Il nome “Napster” fu acquistato nel 2012 dal service di streaming musicale Rhapsody, che alla fine assunse a sua volta la denominazione Napster nel 2016. Ha insomma cambiato forma, ma i contenuti musicali restano il suo marchio di fabbrica.

Altra svolta per Napster è stato il recente nuovo acquisto da parte di Melody Vr, società specializzata nella trasmissione di eventi musicali live in realtà virtuale, che ha comprato la piattaforma per circa 70 milioni di euro.

Oggi Napster prevede la possibilità di un abbonamento mensile per ascoltare la musica in streaming e per scaricarla in modo corretto e conforme alla legge. E’ quasi superfluo ricordare che il catalogo Napster è di grande portata, e in esso vi si può trovare un numero enorme di brani. Sicuramente questo è un punto a favore della piattaforma.

Inoltre lo staff pare avere le idee molto chiare su cosa proporre alla clientela: “Napster è il servizio di streaming di musica premium che si impegna per offrirti le ultime uscite musicali migliori in qualsiasi momento e luogo. Cerca le tue canzoni preferite e scopri nuova musica rapidamente con il nostro intuitivo sistema di navigazione. Divertiti con playlist e stazioni radio senza pubblicità curate dal nostro team di esperti musicali”.

Di seguito intendiamo focalizzarci sulle caratteristiche chiave della piattaforma di streaming musicale Napster, per capire quali sono i vantaggi connessi ad essa e soprattutto i costi. E’ davvero un’alternativa credibile rispetto ai colossi in circolazione? Scopriamolo.

Napster: il contesto di riferimento

Coloro che sono nati negli anni ’70 e negli anni ’80 e sono appassionati di musica, probabilmente ricordano che una ventina di anni fa, Napster scosse assai il mondo delle etichette discografiche: fu un terremoto per il meccanismo – assolutamente conveniente – che veniva proposto all’utenza.

Come accennato, Napster è nato come uno dei primi servizi di file sharing, attraverso cui era possibile scaricare musica a costo zero. Il servizio fu il primo sistema di peer-to-peer di massa, per la condivisione di file, mp3 musicali soprattutto. Con Napster era un po’ come avere a disposizione un fornitissimo negozio di musica nel proprio pc, in cui le canzoni invece che sugli scaffali si trovavano sui computer degli utenti del programma, al quale si poteva accedere grazie ad un server centrale.

La piattaforma fu lanciata nell’ormai lontano 1999, sviluppata da Sean Parker e Shawn Fanning, due informatici che ebbero un’idea geniale, che nel tempo prese piede. Ma che ben presto attirò altresì le ostilità dei big del mondo musicale: infatti nel 2001 venne chiusa, a seguito di varie battaglie legali con gruppi musicali ed etichette discografiche. Il motto dei due fondatori era il seguente: l’ascolto della musica deve essere libero e gratuito. Ovviamente lo scontro con i big del settore fu una conseguenza inevitabile.

Eravamo ancora agli inizi della diffusione di internet a livello globale; e per alcuni pionieri il web rappresentava una vasta prateria da percorrere, per trarne liberamente profitto. Nel periodo però fu subito evidente che, pur essendo agli albori dei servizi digitali, la possibilità per gli utenti di scaricare contenuti senza alcun costo, costituiva un serio pericolo per gli incassi dell’industria discografica e audiovisiva.

Come accennato, l’innovazione proposta da Napster durò poco, ma in seguito il nome non scomparve dalla circolazione. Infatti, tempo dopo Napster fu acquistata da Rhapsody, allineandosi agli standard di mercato e alle regole legali.

Oggi si può pacificamente definire un’applicazione per lo streaming musicale a pagamento, ossia una piattaforma del tutto analoga a progetti come Spotify o Apple Music. Ma è pur vero che rispetto a questi ha tuttora una popolarità minore.

Napster: le battaglie in tribunale ne hanno decretato il mutamento in servizio ‘legale’

L‘iniziativa del 1999 ha comunque lasciato il segno, nel corso del tempo: da un lato fu uno choc per tutto il mondo musicale; ma dall’altro la ‘cultura’ della condivisione alla base della sharing economy, è rimasta ancora oggi, in più campi. Anzi, nei tempi odierni questo concetto è del tutto ovvio, ma vent’anni fa – agli albori dell’internet di massa – era un sistema completamente rivoluzionario.

Il punto che segno il passaggio dalla prima ‘versione’ di Napster alla seconda, quella ‘legale’, fu rappresentato infatti dal clamore per la crescita incredibile del sito web, capace di raggiungere rapidamente 20 milioni di utenti, con tantissimi download ogni minuto nel periodo d’oro del suo successo. Ma come accennato in precedenza, il fenomeno Napster era destinato a sbattere contro i colossi dell’industria discografica. Il download di file musicali protetti da copyright, infatti, condusse a varie azioni legali.

Ciò che il mondo della musica non accettava è che Napster proponesse la condivisione gratuita – e illegale – di brani, senza il pagamento dei diritti d’autore. In particolare, è nota l’iniziativa della prima metà dei 2000, quando il noto gruppo Metallica intraprese una causa legale allo scopo di impedire l’utilizzo del programma di file sharing, con accuse di violazione di copyright e non solo.

Vero è che oggi i tempi sono cambiati, non siamo più di certo agli albori del web di massa. Ecco perchè il fenomeno del file sharing abusivo ha subito un drastico rallentamento con il passare degli anni. Ma è inconfutabile che grazie all’idea originaria, abbiamo assistito alla nascita di programmi di file sharing molto noti, come Kazaa e eMule.

Soprattutto, è stata una svolta e una battuta d’arresto per Napster, la comparsa e l’ascesa di servizi di streaming oggi di portata globale, come ad es. Spotify. Si tratta di alternative legali per lo streaming online di musica, a seguito del pagamento degli artisti.

Pertanto, se è vero che il servizio di music sharing Napster è comunque sopravvissuto alla controffensiva delle case discografiche, lo ha fatto soltanto cambiando pelle ed adeguandosi agli standard attuali. Come ora vedremo.

Napster: con quali dispositivi è compatibile il servizio?

Ci si potrebbe opportunamente chiedere con quali strumenti tecnologici è possibile sfruttare le funzionalità del servizio di streaming musicale. Ebbene, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Come si trova indicato sul sito web ufficiale: “Puoi portare la tua musica con te dovunque tu vada – online o offline. Riproduci la tua musica sui dispositivi compatibili, inclusi Android, iPhone, iPad, iPod Touch e Windows Phone, PC e Mac su www.napster.com, ed i sistemi home audio di Sonos”.

Nel dettaglio, per ascoltare la musica con Napster Italia l’utente può avvalersi dell’accesso con web console, per collegarsi al sito web tramite browser desktop o mobile come Safari, Chrome o Microsoft Edge. Altrimenti, è anche disponibile anche l’app Napster, scaricabile su Google Play Store per coloro che utilizzano smartphone e tablet Android; o su App Store per iPhone, iPad e iPod Touch iOS e Apple Watch. Se pensiamo che nel Play Store di Google l’applicazione ha registrato oggi più di 10 milioni di download, abbiamo innanzi un numero nettamente inferiore ai 500 milioni di Spotify, ma è pur vero che è numero consistente per una piattaforma nata nel lontano 1999.

Da rimarcare che il servizio Napster è oggi utilizzabile anche con moltissimi smart speaker e diffusori Bluetooth, tra i quali i dispositivi Amazon Echo. E disponibile come skill dell’assistente virtuale Alexa, di cui si può fare il download dall’Appstore ufficiale di Amazon.

Come sopra accennato, l’app è utilizzabile anche con gli smart speaker Sonos, gli altoparlanti intelligenti Yamaha, le console Nintendo e alcuni smart TV Samsung. Ma non solo: è anche integrabile con Android Auto e Apple CarPlay, oltre ad essere già incluso nei sistemi di non pochi impianti multimediali presenti su alcuni modelli Bmw, Mini e Audi.

Insomma, la battaglia con la concorrenza passa anche e soprattutto dal numero e dalla varietà di dispositivi che supportano questo servizio di streaming musicale, e Napster – anche sotto questo punto di vista – non si è fatta trovare impreparata.

Napster: la registrazione al servizio è molto semplice

Ma l’interfaccia è un altro punto a favore di questa piattaforma. Infatti, la registrazione a Napster Italia è del tutto agevole, non serve di certo essere super esperti di informatica per creare un account.

E’ sufficiente entrare nella piattaforma web, o in alternativa fare il download dell’app per device mobili. E’ altresì possibile servirsi della procedura manuale classica oppure sfruttare l’eventuale account FB per fare prima.

In linea generale, per quanto riguarda l’iscrizione al servizio, occorre fare riferimento a questa pagina web.

Come al solito, per ultimare l’iscrizione è sufficiente indicare un indirizzo email di posta elettronica, e individuare una password sicura. Infine, occorre accettare i termini del servizio.

A questo punto, l’utente non deve fare altro che accedere alla web console o all’applicazione mobile, con la facoltà di ascoltare musica a costo zero per un mese, prima di iniziare a pagare per la fruizione del servizio di streaming musicale.

Per quanto attiene alla fase di modifica della password, sul sito web si trova indicato che: “Se conosci la password attuale, accedi a https://account.napster.com con il tuo nome utente e la password. Fai clic “Modifica” accanto a “Password” Inserisci la password attuale, la nuova password e conferma la nuova password. A questo punto, fai clic su “Invia”. Se hai dimenticato la password attuale, visitahttps://account.napster.com e fai clic su “Password dimenticata”. Inserisci l’indirizzo e-mail del tuo account Napster e fai clic su “Invio”. Un’e-mail con una nuova password verrà inviata al tuo indirizzo e-mail. Se non riesci ad accedere all’indirizzo e-mail del tuo account Napster o non ricevi l’e-mail per la nuova password, contatta l’assistenza clienti all’indirizzo http://help.napster.com“.

Circa la modifica del nome utente, è sufficiente accedere all’indirizzo account.napster.com con il proprio nome utente e la password. Occorre fare clic su “Modifica” accanto a “Nome utente”; inserire il nome utente da usare nella casella e poi fare clic su “Salva”.

Per quanto riguarda invece la cancellazione dell’iscrizione al servizio Napster pagato, occorre precisare quanto segue: è possibile cancellare l’iscrizione a Napster selezionando account.napster.com, facendo clic su Annulla iscrizione in fondo al riepilogo dell’account.

Come si può notare tutte le operazioni inerenti la gestione del proprio account non sono macchinose e possono essere svolte in brevissimo tempo.

Napster: come funziona il servizio di streaming musicale?

Come abbiamo ricordato sopra, oggi il servizio Napster è del tutto legale e conforme alle regole di tutela del diritto d’autore. In questa piattaforma è oggi possibile ascoltare musica in streaming avvalendosi di un catalogo che include milioni di brani e la facoltà per gli artisti di farsi conoscere dentro la community.

Infatti come riportato sul sito web ufficiale, è possibile scoprire “gli ultimi trend musicali e nuovi artisti con i suggerimenti del nostro team di esperti musicali. Scegli dalla nostra vasta gamma di playlist create per qualsiasi tipo di occasione o di umore e conosci meglio i tuoi artisti preferiti con le interviste esclusive e le sessioni NapsterLive“.

Per sfruttare le caratteristiche dell’applicazione è obbligatorio – come al solito – attivare un account e versare un abbonamento mensile. Per questa via l’azienda può peraltro remunerare gli artisti e le aziende che detengono i diritti dei brani che sono compresi nello store musicale. Insomma, siamo ben lontani dal concetto di musica libera e gratuita per tutti, del Napster delle origini.

All’interno del sito web, l’utente può ascoltare una vastissima quantità di brani in maniera illimitata. E l’accesso al servizio è garantito con la totalità dei dispositivi tecnologici più evoluti.

L’interfaccia grafica non è differente da quella già vista in altre applicazioni: infatti propone una classifica delle tracce maggiormente cliccate su Napster. Ma sul sito è anche possibile scoprire artisti nuovi e le loro produzioni: infatti Napster è anche da considerarsi una fucina di talenti emergenti, che cercano di farsi notare in mezzo ad una agguerritissima concorrenza.

Ogni settimana Napster presenta le nuove release e pone in primo piano le canzoni migliori nella playlist “Nuove e belle”.

La navigazione è intuitiva, e l’abbonato può scoprire nuovi brani, semplicemente navigando per genere o tema musicale. La lista comprende tante opzioni tra cui scegliere per gli appassionati di musica rock, pop, jazz, latina o elettronica. Non mancano ovviamente i filtri che facilitano la ricerca.

Ma Napster non resta passivo innanzi al cliente: mentre questi naviga, il servizio di streaming musicale mette a disposizione anche una serie di consigli e suggerimenti, mettendo a fuoco diversi contenuti musicali in rapporto alle preferenze personali dell’abbonato; oppure indicando i nuovi brani da poco sulla scena musicale. Non sorprende che anche la piattaforma Napster includa la possibilità di creare playlist personalizzate, ed anche la facoltà di seguire stazioni radio tematiche con tracce selezionate dal team di Napster.

Napster: è possibile fare il download dei brani ma non solo

E come già visto con riferimento ad altre piattaforme simili, in virtù dell’abbonamento è anche possibile fare il download dei brani del catalogo, per sentire la musica in modalità offline. D’altronde, come indicato nelle pagine web ufficiali di Napster: “La musica Napster ti segue ovunque per consentirti di ascoltare le canzoni sul tuo computer, sul tuo dispositivo portatile e sul tuo impianto audio di casa. Puoi ascoltare la musica offline senza connessione al servizio o a internet; soluzione perfetta per l’utilizzo in aereo, treno e nella vita di tutti i giorni“.

D’altronde, cosi è possibile risparmiare dati mobili: con il download delle proprie canzoni preferite, e ascoltandole offline quando si è in movimento. E’ sufficiente fare clic sul simbolo “+” vicino a ogni canzone, album o playlist che si intende scaricare.

Per tutti questi motivi, l’esperienza dell’utente è sicuramente da ritenersi immersiva.

L’utente può altresì scegliere la qualità dell’audio dei propri streaming e download fino a un massimo di 320 kbps: questo è un aspetto non di certo secondario.

Non è finita qui: infatti, Napster consente di importare le playlist create con differenti servizi di music sharing: l’interessato non deve fare altro che usare l’apposito tool che si trova all’interno della piattaforma musicale. Così il cliente è facilitato, e non deve ricreare la lista di tracce musicali a mano: un bel risparmio di tempo.

Ma se ci chiediamo come funziona Napster, non possiamo non ricordare che tramite il proprio account possono essere gestite varie funzionalità, ad es. la cronologia dei brani ascoltati o anche le preferenze salvate durante la navigazione o la riproduzione. Non solo: attraverso questo servizio di streaming musicale, gli utenti possono condividere la musica con i propri contatti sui social. Non bisogna infatti dimenticare che l’applicazione è compatibile con Facebook, Twitter e altre popolari social network.

Napster quali sono i metodi di pagamento previsti?

Circa i metodi di pagamento, sul sito web ufficiale di Napster, c’è molta chiarezza a riguardo. Infatti, la piattaforma per lo streaming musicale accetta:

  • carte di credito Visa;
  • MasterCard;
  • American Express;
  • Discover;
  • PayPal.

Ma attenzione: è espressamente indicato che il servizio non può essere pagato con carte prepagate o regalo, nemmeno se hanno un logo Visa, MasterCard o American Express.

Mentre, per aggiornare le informazioni per la fatturazione, occorre seguire questi step:

1. Accedi a Il mio account
2. Scegli “Informazioni per la fatturazione”
3. Scegli “Modifica” vicino a “Informazioni per fatturazione e pagamento”
4. Inserisce i dettagli del pagamento
5. Clicca Invia.

Napster: quali sono i costi del servizio?

L’abbonamento Napster Premium anzitutto comporta l’accesso ad un periodo di prova a costo zero, pari a 30 giorni, nei quali si può accedere alla piattaforma senza versare alcunchè. A seguito di ciò, è se l’utente vuole continuare la sua esperienza con la piattaforma musicale, deve attivare l’account a pagamento, versando una cifra mensile pari a 9,95 euro.

Come si può agevolmente notare, siamo assolutamente in linea con gli standard di prezzo praticati da piattaforme simili per lo streaming musicale. In ogni caso, l’interessato deve sapere che il piano è annullabile in ogni momento, senza costi aggiuntivi; penali o commissioni di disdetta.

Come accennato, tra i servizi inclusi nel prezzo mensile, vi è l’audio in alta qualità a 320 kbps, la riproduzione di musica online e offline, tutte le funzioni per playlist e download, oltre alle radio musicali dedicate. Insomma, per l’appassionato non manca praticamente nulla.

Rimarchiamo quanto segue con riferimento ai pagamento, perchè è una delle cose che maggiormente interessa il cliente. Il pagamento dell’abbonamento può compiersi con i wallet digitali Google Pay o Apple Pay, o anche via PayPal, ma non sono accettate carte prepagate o carte regalo; e neanche quelle emesse sui circuiti internazionali Visa o MasterCard. Di questi aspetti, il potenziale cliente deve ovviamente tenere conto. Ma Napster può essere pagato con una carta di credito, giacchè la piattaforma accetta tutte le maggiori carte come Discover, Visa, American Express e MasterCard.

Per quanto riguarda i pagamenti, l’utente non deve fare altro che riferirsi al proprio account Napster, dentro della sezione personale del profilo. Ricordiamo nuovamente che per l’iscrizione al servizio di streaming musicale, occorre accedere a questa pagina.

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Conclusioni: perchè scegliere Napster?

Alla luce di quanto detto finora, possiamo tirare le somme e chiarire una volta per tutte se davvero il servizio di streaming musicale Napster è all’altezza dell’agguerrita concorrenza.

Ebbene, abbiamo innanzi un servizio del tutto simile a quello di tante altre piattaforme di streaming musicale di oggi, con un vastissimo catalogo, tantissime funzionalità e un’interfaccia grafica semplice e intuitiva. Inoltre, la possibilità di scaricare i brani per ascoltarli senza essere connessi, la facoltà di creare playlist personalizzate e il salvataggio delle preferenze personali sono tutti elementi che giocano a favore del servizio e che possono giustificare la scelta. Peraltro l’app ad hoc occupa poco spazio nella memoria del cellulare e questo non potrà che far felici gli utenti.

Inoltre saranno apprezzate le possibilità di condividere la musica con i propri contatti sui social e il servizio consigli e suggerimenti offerti dalla piattaforma.

Inoltre, la piattaforma è anche in italiano, pur essendo alcuni contenuti in lingua inglese, come ad esempio le biografie degli artisti e diverse guide. Come accennato in precedenza, la qualità audio è all’altezza degli standard di mercato.

Se guardiamo al prezzo, abbiamo una cifra del tutto concorrenziale. Ma è pur vero che altre piattaforme prevedono, ad un costo simile, un catalogo un po’ più ricco e con una qualità maggiore delle tracce incluse.

Ancora, vi è da rimarcare che il servizio in oggetto è compatibile con un altissimo numero di dispositivi che supportano l’app Napster. Ci riferiamo ovviamente a smartphone, agli skills per Alexa e applicazioni per i browser web. Certamente l’esperienza utente può definirsi immersiva e profonda. Il servizio di streaming musicale in oggetto probabilmente sarà scelto ed apprezzato proprio da coloro che hanno seguito l’evoluzione di Napster nel corso del tempo, e ne hanno apprezzato il percorso.