Niente più banconote da 500 euro. L’Italia e altri Paesi europei sono stati chiari. Una precisa strategia contro l’evasione fiscale.

500 euro
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“Ma chi le ha viste mai seicentomila lire?”, diceva Totò in Miseria e nobiltà. “In contanti”, naturalmente. Curioso che, più di mezzo secolo dopo, la maggior parte dei consumatori può dire lo stesso della banconota da 500 euro. E qui non è nemmeno questione degli “cheques” citati a fine battuta. Semplicemente, la più alta in valore delle banconote della valuta corrente non è mai stata ben vista. Tiratura limitata per arginare il rischio di evasione fiscale e poca propensione da parte degli esercenti nell’accettarla per via dei numerosi accertamenti da fare prima di incassarla. Risultato: un pressing per eliminarla persino superiore a quello esercitato per i “bronzini”.

L’Italia si è fatta recentemente portabandiera del bando delle banconote da 500 euro. In particolare dopo l’insediamento a Palazzo Chigi di Mario Draghi, che ha immediatamente messo in cima alla lista delle cose da fare l’eliminazione dell’evasione fiscale. Ovvero, quello che è considerato il “male primario” del nostro Paese. Non è comunque un caso isolato quello italiano. Anche altri Paesi europei come Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Francia hanno avviato delle politiche precise in merito, chiedendo direttamente alla Commissione europea di intervenire sulla questione.

Banconote da 500 euro addio? La mossa anti-evasione dell’Europa

L’opinione diffusa è che la banconota da 500 euro, quindi la più alta in relazione all’euro, sia materiale prezioso per gli evasori, oltre che per la contraffazione. In estate, attraverso Position Paper, è stata inviata formale richiesta alla Commissione europea di una misura volta all’introduzione di strumenti finalizzati al contrasto del riciclaggio. In alcuni casi, si è addirittura parlato della costituzione di un’autorità ad hoc, anche se per ora si è cercato di indirizzare i provvedimenti su misure più “prossime”. Fra queste, oltre alla limitazione del contante, anche l’azzeramento del ricorso alle banconote da 500 euro.

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In realtà, già da qualche mese si lavora in questa direzione. Anzi, i singoli Paesi possono introdurre anche misure più restrittive. A ogni modo, per quanto riguarda i 500 euro, il Position Paper ha spiegato chiaramente che le banconote di taglio elevato vengono utilizzate fin troppo in attività illecite. Come peraltro evidenziato già nel 2016 dagli organismi europei, durante delle indagini sui finanziamenti alle attività terroristiche. Sempre in quell’anno, era stata avanzata l’ipotesi di rimuoverle dalla circolazione, senza tuttavia provvedimenti definitivi. Al momento, ve ne sono circa 400 milioni in giro, per un valore complessivo di 200 miliardi di euro. L’obiettivo è una progressiva conversione in banconote di taglio più piccolo.