Tre miliardi di euro per applicare sconti in bolletta, ecco la soluzione dell’esecutivo per fronteggiare l’aumento del costo della corrente elettrica.

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La notizia è giunta come una doccia fredda qualche settimana fa. Il prezzo della corrente elettrica è quadruplicato e, di conseguenza, dal mese di ottobre sono previsti rincari del 40% sulle bollette di luce e gas. Il Governo si è subito attivato per evitare di creare questo ulteriore disagio economico sugli italiani. Tra i vari piani di azione il primo ad essere attivato è l’eliminazione della voce in bolletta “oneri di sistema” per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Questa soluzione riguarderà tutti i contribuenti mentre sarà meno amplia la platea di coloro che riceveranno ulteriori sconti in bolletta beneficiando dell’aliquota al 5% sui consumi del gas.

Sconti in bolletta: ultimi aggiornamenti sui piani del Governo

Il Decreto è stato approvato e gli effetti dell’aumento del costo della corrente elettrica dovrebbero attutirsi. Tre miliardi sono stati stanziati per eliminare gli oneri di sistema. In più, verranno erogati bonus sociali per ridurre l’aliquota del gas al 5% per circa tre milioni di contribuenti. Queste misure verranno applicate a copertura del periodo 1° ottobre/ 31 dicembre 2021. Le utenze domestiche interessate dal taglio degli oneri di sistema saranno circa 26 milioni mentre le piccole e medie imprese saranno circa 6 milioni. La riduzione dell’aliquota, invece, è riservata a tre milioni di famiglie con ISEE inferiore a 8.256 euro, con quattro o più componenti nel nucleo e ai percettori di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza. Tra i beneficiari troviamo, poi, le persone che versano in gravi condizioni di salute. I soggetti presentati nella lista vedranno azzerare gli aumenti previsti da ottobre.

Il piano del Governo basterà ad evitare la batosta?

Le soluzioni che il Governo metterà in atto per ammortizzare l’aumento del 40% in bolletta nascono con l’intento di aiutare principalmente le famiglie povere e le persone più fragili. Il Ministro per gli Affari regionali Gelmini ha ribadito come l’intenzione sia di andare incontro alle esigenze degli italiani e delle imprese che si trovano in difficoltà. A supporto dell’esecutivo intervengono alcune forze politiche mentre Confindustria non si dichiara soddisfatta dell’intervento scelto. Afferma, infatti, che il piano non ha una struttura solida tale da risolvere in maniera duratura le problematiche del sistema energetico. Convengono con questo pensiero l’Unione dei consumatori – parla di “misure non sufficienti” e Assoutenti – “misure deludenti”. Draghi riconosce, comunque, la necessità di un intervento a livello comunitario che rafforzi il poter contrattuale dei paesi acquirenti e diversifichi le forniture di energia. Occorre solo sperare che tale intervento venga realmente effettuato.