Le app funzionano bene e ci semplificano la vita. Ma, spesso, finiscono per essere sfruttate come involontari veicoli di sistemi di truffa.

Hacker truffa Bizum
Foto di Darwin Laganzon da Pixabay

Accelerare, rendere agevole, ridurre i passaggi. Tre regole che il tenore di vita odierno ci ha di fatto imposto in qualsiasi operazione, i pagamenti prima di tutto. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le piattaforme e le applicazioni che permettono di adeguare queste azioni ai ritmi frenetici della nostra vita. E, in tempo di pandemia, hanno permesso certamente di evitare di uscire di casa nel periodo del lockdown, facilitando le operazioni grazie alla rete. Come abbiamo ricordato più volte, però, la digitalizzazione ha provocato degli effetti collaterali indubbi. Il problema è che, assieme alla praticità, anche i rischi sono aumentati.

La presenza di dati sensibili in rete, necessari per svolgere operazioni di pagamento ma anche semplicemente di registrazione, è diventata nel tempo un’occasione ghiotta per truffatori, di soldi e di identità. Le numerose applicazioni sorte negli anni hanno sì rappresentato un miglioramento ma il loro largo utilizzo ha permesso anche ad hacker e semplici truffatori di veicolarvi delle pericolose trappole. Una fra queste, poco nota come l’app che ne è vittima, è quella che vede protagonista la piattaforma Bizum.

La truffa su Bizum e WhatsApp: come difendersi

Bizum è una nuova applicazione che consente di effettuare trasferimenti immediati dal cellulare, senza password e in un tempo brevissimo. Sempre più persone la utilizzano e la sua relativa semplicità ha fatto sì che, altrettanto semplicemente, si intrufolassero dei pirati con scopi ben poco onorevoli. Una truffa che, peraltro, viene veicolata attraverso un’altra popolare app come WhatsApp, sfruttata per inviare un messaggio-trappola e rubare non meno di 50 euro al malcapitato che ne resta vittima. La litania non è molto diversa da altre dello stesso tenore: un messaggio in cui si paventa un bonifico fatto per errore con Bizum, sfruttando grandi nomi (ad esempio un marchio di automobile) e con un invito a restituirli.

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Inutile dire che una procedura simile è meno che veritiera. Intanto perché è praticamente impossibile che qualcuno possa farci un bonifico per errore, men che meno un “bizum”. Ma è anche vero che non è l’unico tentativo di truffa nato su questa applicazione. Alcuni, infatti, sfruttano questo sistema di pagamento per richiedere degli importi a titolo di prenotazione per una cosa qualsiasi. Un trasferimento di denaro che, anziché andare da acquirente a venditore, effettuerà esattamente il percorso inverso. Molti abboccano poiché, magari, non hanno prestato attenzione ai dettagli del messaggio. E, una volta accortosi dell’errore, vedrà che il presunto acquirente non risponderà più, né a messaggi né a chiamate. In pratica, addio soldi.