La questione ossido di etilene ha riacceso l’attenzione sugli effetti delle scorie dei pesticidi sui cibi. Alcuni piccoli accorgimenti possono aiutare molto.

Frutta verdura pesticidi
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Negli ultimi mesi, la questione dell’ossido di etilene ha tenuto sull’attenti tutti i supermercati europei. Una sostanza spesso presente nei pesticidi e che, per questo, finisce sovente in qualche misura all’interno dei prodotti stessi. Una situazione potenzialmente rischiosa in virtù del consumo, con l’ingerimento in misure eccessive dell’ossido che potrebbe provocare degli effetti deleteri nell’organismo umano. Per questo l’Europa ha deciso di darci un taglio, azzerando anche la soglia minima fin lì concessa dai Ministeri della Salute.

Tra ritiri dagli scaffali e disposizioni comunitarie, l’attenzione sul tema si è innalzato ulteriormente nelle ultime settimane. Tanto che alcune associazioni, come l’Environmental Working Group, hanno stilato alcune classifiche circa i prodotti che più di altri potrebbero essere soggetti agli effetti deleteri dei pesticidi. In realtà, l’organizzazione stila il suo report ogni anno, verificando i residui delle sostanze su frutta e verdura in base all’analisi di alcuni campioni, prelevati dalla U.S. Food and Drug Administration e dal Dipartimento dell’Agricoltura Statunitense. I risultati sono spesso sorprendenti.

Pesticidi, gli effetti su frutta e verdura: il report che fa scalpore

Un dato forse sorprendente, considerando la natura “selvatica” del frutto, è il fatto che in cima alla classifica vi siano le fragole. Uno dei prodotti più contaminati dai pesticidi, ovvero dalle sostanze chimiche prodotte naturalmente utilizzate per eliminare i parassiti e tutto ciò che può danneggiare le colture. A seguire, altri frutti di largo consumo come le mele, le pesche e le pere. Stesso discorso per la verdura: in cima alla graduatoria si pongono spinaci, cime di rape e cavolo riccio. Alimenti spesso presenti nei nostri frigoriferi durante le varie stagioni dell’anno.

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A ogni modo, a fronte dell’inevitabile presenza di qualche residuo di pesticidi, esistono dei rimedi altrettanto semplici per eluderne gli effetti peggiori. Anche contravvenendo ad alcune abitudini come, ad esempio, lavare la fragole appena comprate. Una procedura che aumenterebbe l’umidità del frutto, accelerandone il processo di deterioramento. Meglio procedere a lavarle poco prima del consumo. Un altro accorgimento è la rimozione della buccia, e questo vale soprattutto per verdure e frutti come le mele e le pere. Il processo di risciacquo richiederà un po’ di tempo con il cosiddetto “ammollo” in acqua con bicarbonato o aceto. Piccole azioni che limiteranno in modo estremamente sensibile l’azione delle scorie dei pesticidi.