Brutte notizie per molte famiglie che rischiano di dover fare i conti con un vero e proprio incubo a causa del pignoramento del conto corrente.

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Ormai da più di un anno il Coronavirus è entrato nelle nostre esistenze, portando con sé delle ripercussioni negative, sia per quanto riguarda i rapporti interpersonali che economici. Tante persone, purtroppo, sono alle prese con una difficile gestione delle finanze personali. Se tutto questo non bastasse, in molti temono di dover fare i conti con alcuni debiti pregressi con il Fisco.

Situazioni che coinvolgono, purtroppo, un gran numero di persone, che rischiano di dover fare i conti con un vero e proprio incubo. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione, meglio conosciuta come ex Equitalia, infatti, ha ricominciato a pignorare il conto corrente. Ma non solo, anche stipendi e pensioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Conto corrente, occhio al pignoramento: tutto quello che c’è da sapere

Molti, purtroppo, sono gli imprevisti che possono capitare nella vita. Lo sanno bene coloro che, alle prese con una serie di difficoltà economiche, possono non riuscire ad adempiere ai vari impegni presi, finendo così per accumulare dei debiti. Una situazione che può portare a dover fare i conti con il pignoramento, attraverso il quale i propri creditori possono andare ad aggredire lo stipendio o la pensione del debitore.

Proprio in tale contesto ricordiamo che il 31 agosto è stato l’ultimo giorno di sospensione della notifica degli atti e delle varie procedure di riscossione delle cartelle esattoriali. A partire dal 1° settembre, quindi, l’attività di riscossione ha ripreso ufficialmente il via, con molte persone che dovranno provvedere a saldare i propri debiti. In particolare a partire da mercoledì 1° settembre l’Agenzia delle Entrate sta provvedendo a inviare le prime cartelle esattoriali dopo il blocco dovuto al Covid.

Fino alla fine del 2021 dovranno essere pagate circa 4 milioni delle 20-25 milioni di cartelle esattoriali attualmente esigibili dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. A tal proposito è bene ricordare che i contribuenti che hanno delle cartelle di pagamento riferite al periodo compreso tra l’8 marzo e  il 31 agosto 2021, possono richiedere la rateizzazione del debito esattoriale o pagare quanto dovuto in un unico importo.

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Per quanto riguarda la richiesta di rateizzazione del debito bisogna presentare apposita istanza all’Agenzia Entrate-Riscossione entro il 30 settembre 2021. Dopo aver concesso un po’ di respiro, sospendendo la notifica degli atti, ma anche delle varie procedure di riscossione e delle rateizzazioni, quindi, la macchina amministrativa è tornata a essere pienamente operativa, con molti che rischiano di vivere un vero e proprio incubo.