Una decisione attesa da tempo quella relativa al Green Pass. Ma, al netto delle date stabilite, cosa succede a chi continuerà a esserne sprovvisto?

Green Pass obbligo lavoro
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L’allargamento atteso infine è arrivato. A partire dal 15 ottobre, il Green Pass obbligatorio verrà esteso a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati. Una decisione presa dal Governo come strategia di lotta alla pandemia e, per la verità, nell’aria già da tempo. L’obiettivo dell’esecutivo, infatti, era quello di garantire una protezione che non richiedesse (ancora) l’obbligatorietà della vaccinazione anti-Covid. E il Green Pass rappresenta una soluzione di compromesso. Il vaccino non sarà obbligatorio in sé ma lo sarà per continuare a lavorare normalmente, dalle fabbriche agli uffici.

Con un denominatore comune per tutti: chi non rispetta il regolamento, andrà incontro alla sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Lo scopo, come ricorda il ministro della Salute Roberto Speranza, è di “continuare ad aprire il Paese” ed “evitare nuove chiusure”. E, nonostante qualche rimostranza da parte della Lega, alla fine le forze politiche convergono, estendendo l’obbligo del Green Pass, come previsto, praticamente alla stragrande maggioranza della popolazione.

Green Pass al lavoro: le sanzioni per chi trasgredisce

In gioco ci sono anche i numeri. L’obiettivo è arrivare, attraverso la campagna vaccinale, all’80% di copertura entro la metà del mese di ottobre, con orizzonte 90% entro la fine dell’anno. Un mese viene concesso per l’adeguamento con almeno la prima dose di vaccino. Dopodiché, a partire dal giro di boa del prossimo mese, potrà accedere ai luoghi di lavoro solo chi possiede la certificazione. In alternativa, si dovrà procedere a un tampone ogni 48 (72 in caso di molecolare). Con un aggravio ovvio in termini di costi. I quali, comunque, scatterebbero anche in caso di trasgressione: sottrarsi a queste regole, oltre alla sospensione da lavoro e stipendio, potrebbe provocare anche delle sanzioni pecuniarie fino a 1500 euro.

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“Ovunque si possa controllare, entra in vigore l’obbligo”. Lo ha riferito il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Con un’eccezione però. Gli organi istituzionali infatti, come le Camere, la Corte Costituzionale o il Quirinale, sono in regime di autodichia, ovvero di autogoverno. Per questi organi non scatterà l’obbligo in sé ma vigerà un invito ad adeguarsi alle norme, anche se in bozza non finisce alcun termine ultimo. Un tema che sta provocando non poco dissenso fra le forze politiche, specie fra i più scettici sul Green Pass. Resta comunque il fatto che il mancato possesso della certificazione non potrà in alcun modo provocare il licenziamento del lavoratore. La sospensione stessa scatterà cinque giorni dopo dall’ingresso al lavoro sprovvisti.