I prezzi del cibo hanno raggiunto livelli altissimi, destando inevitabilmente preoccupazione per le possibili conseguenze. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

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A partire dalla pasta, passando per il pane, fino ad arrivare a dolci e frutta, sono tante le pietanze in grado di soddisfare i palati sia di grandi che di piccini. Disponibili in varie forme e dimensioni, d’altronde, sugli scaffali dei supermercati troviamo tanti prodotti grazie ai quali poter imbandire le nostre tavole. Allo stesso tempo, pur di poter mangiare tutte queste prelibatezze bisogna necessariamente sborsare del denaro.

Proprio i costi degli alimenti, è bene sottolineare, si rivelano essere tra le voci che maggiormente vanno ad impattare sul bilancio di una famiglia. Se tutto questo non bastasse, ad aggravare la situazione, è proprio l’aumento dei prezzi del cibo, che hanno raggiungo livelli altissimi. Una situazione che non passa di certo inosservato, soprattutto per via di quelle che potrebbero essere le relative conseguenze. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da aspettarsi.

Cibo, prezzi in preoccupante aumento: rincari ai massimi da quasi 50 anni

A partire dai cambiamenti climatici, passando per l’impatto sul mondo del lavoro delle restrizioni volte a contrastare la diffusione del Covid, sono tanti i fattori che ultimamente hanno contribuito a far aumentare i prezzi del cibo. Tra questi anche rincari spesso eccessivi delle materie prime, che finiscono così per peggiorare la situazione.

Come si evince dall’apposito indice alimentare della FAO, infatti, i prezzi del cibo ad agosto sono aumentati del 33% su base annua. Il prezzo dello zucchero, ad esempio, risulta essere aumentato in media del 48%. Ma non solo, il prezzo degli oli vegetali è salito del 71%.

Considerando il tasso d’inflazione, inoltre, è possibile notare che i prezzi del cibo sono saliti ai massimi da quasi 50 anni. L’ultimo anno a registrare livelli ancora più alti, infatti, è stato il 1975. Un periodo, quest’ultimo, caratterizzato da una forte tensione sociale, a causa delle difficoltà economiche conseguenti la crisi del petrolio.

Prezzi del cibo in aumento in tutto il mondo

Al momento, in Europa, l’aumento dei prezzi non sembra essere un problema evidente. Nel mese di agosto, infatti, è stato registrato un aumento dei prezzi del cibo pari al 2%. Questo a fronte di un aumento generale dei prezzi pari al 3%. Tuttavia è possibile notare qualche piccolo scossone negativo ad esempio Romania. Bucarest, principale esportatore di pane del Vecchio Continente, infatti, sta registrando un aumento altissimo dei prezzi dei cereali, in quanto fortemente legata alle importazioni.

La Russia, inoltre, ha applicato dei dazi sulle esportazioni di farina, finendo però per perdere quote di mercato. A soffrire maggiormente questa situazione, come purtroppo è facile intuire, sono le economie emergenti. Iran, Cuba e Argentina, ad esempio,  registrano tassi di crescita tendenziali superiori al 30%. Ma non solo, in Libano si è registrato addirittura a giugno un aumento pari al +222%, mentre la Turchia ad agosto ha registrato un aumento dei prezzi del cibo del 29%.

Dati senz’ombra di dubbio allarmanti, che mostrano come sia necessaria l’attuazione di misure ad hoc, volte a contrastare tale problema. In alcuni Paesi come l’India, ad esempio, si è deciso di mettere a disposizione milioni di tonnellate di riso e farina gratis. Ma non solo, sempre l’India ha tagliato i dazi su alcuni alimenti, come soia e lenticchie.

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Misure sicuramente importanti, ma purtroppo non sufficienti. A tal fine, infatti, è necessario che i governi si adoperino per attuare interventi ad hoc, volti a contrastare tale problema. In particolare è necessario aumentare la produzione di cibo, in modo tale che si bilanci con l’offerta e contribuisca a ridurre i prezzi. In tal senso a giocare un ruolo importante saranno gli interventi che verranno effettuati sia del punto di vista lavorativo che per far fronte ai cambiamenti climatici.