Il conto corrente cointestato è uno strumento utile per consentire a due o più persone di attingere dallo stesso conto. Occorre fare molta attenzione, però, in caso di successione.

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Marito e moglie o componenti di uno stesso nucleo familiare possono decidere di aprire un conto corrente cointestato in modo tale da poter prelevare da uno stesso conto. L’apertura sarà disciplinata da vincoli e condizioni in quanto rappresenta in tutto e per tutto un contratto sottoscritto dalle parti in causa e dall’istituto di credito di riferimento. Ogni persona intestataria del conto può operarvi autonomamente in caso di firma disgiunta oppure in modo concordato optando per la firma congiunta. Ma cosa accede in caso di successione?

Come procedere in caso di successione

Può capitare che una delle parti intestatarie del conto corrente cointestato venga a mancare. Le altre parti contraenti dovranno procedere con l’accettazione dell’eredità recandosi presso l’Agenzia delle Entrate. Qualora il cc cointestato sia questione scritta nell’atto testamentario interverrà il notaio a gestire la situazione. In ogni caso, il soggetto (o i soggetti) coinvolti dovranno seguire, poi, alcuni passaggi fondamentali.

Per evitare ogni tipo di errore, occorrerà dare comunicazione del decesso alla banca di riferimento fornendo certificato di morte e la dichiarazione di successione. Dopo aver inviato la documentazione in questione si potranno avviare le pratiche corrispondendo le spese previste dall’istituto.

Le spese per i successori del conto corrente cointestato

L’importo delle spese dovute sarà determinato dal grado di parentela del cointestatario con il deceduto. Il range parte da un minimo del 4% sulla somma totale per moglie e figli con franchigia di un milione di euro a testa fino al 6% per fratelli e sorelle e una franchigia di 100 mila euro.

Per patrimoni inferiori non sono previste spese mentre la percentuale del 6% vale anche per tutti i parenti affini fino al quarto grado per linea diretta. Per i familiari di grado superiore la percentuale è dell’8% senza franchigia. 

Cosa succede in caso di separazione?

Un’altra eventualità da considerare è legata ad una possibile separazione dei titolari del cc cointestato. Le somme presenti andranno divise esattamente al 50% a meno che una delle parti possa dimostrare che tutte le risorse economiche presenti nel conto siano frutto unicamente della propria giacenza. In questo caso esiste la possibilità di una divisione con percentuale maggiore a favore dell’una o dell’altra parte.

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Pignoramento e conto corrente cointestato

Difficoltà nella gestione del cc cointestato potrebbero subentrate in caso di pignoramento dei beni di una delle parti. Qualora sussista una procedura esecutiva, il debitore potrà rivalersi sull’importo presente nel conto solo nella misura del 50%. La somma sarà prelevata solo previo consenso del co-intestatario e qualora non risultasse sufficiente per la copertura del debito verrebbero prelevate tutte le successive entrate sul conto al 50%.