La rotta è ormai tracciata: sempre meno contanti e sempre più pagamenti tracciabili. Esistono sanzioni ad hoc e anche i bonus vanno in questa direzione.

Contanti limite
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Difficile che un contribuente non possieda uno strumento di risparmio o deposito, che sia un conto corrente o un semplice libretto. Tuttavia, per quanto meno frequente del contrario, anche una situazione simile potrebbe verificarsi. Più in generale, potrebbe accadere che un consumatore possa saldare le proprie spese esclusivamente in contanti, oppure utilizzando carte prepagate e ricaricabili. Viene però spontanea una domanda. Considerando che siamo in un periodo di forte avversione rispetto allo strumento dei contanti, qual è il limite di pagamento oltre il quale si possono rischiare multe?

Innanzitutto va capito se un limite esista o meno. E se, effettivamente, oltrepassarlo potrebbe portarci a dover scontare delle sanzioni particolari. Come detto, c’è una strategia precisa in atto che punta a disincentivare i pagamenti in contanti in favore di transazioni tracciabili in metodo cashless. E, viste le nuove norme antiriciclaggio, la prima risposta è sì: le sanzioni esistono per chi incorre in violazione

Pagamento in contanti: quanto si può utilizzare

Per quanto riguarda il pagamento vero e proprio, il limite imposto dall’1 luglio 2020 è pari a 1.999,99 euro. Questo vale sia per gli acquisti di qualsiasi tipo che per altre esigenze pecuniarie, come ad esempio un prestito ad amici o parenti. Si tratta di un tetto fissato al fine di evitare eventuali violazioni delle norme anti-evasione. Prima di quella data, infatti, il pagamento consentito era pari a 3 mila euro massimo. Anche questa è una strategia: un abbassamento progressivo (nel 2002 il limite era oltre 12 mila euro) dei limiti di disponibilità al fine arginare il riciclaggio di denaro e, al contempo, incentivare l’uso di pagamenti tracciabili.

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In sostanza, pur nella difficoltà che si verifichino condizioni per cui un pagamento richieda più di duemila euro in contanti, occhio a non sforare i limiti imposti dalle nuove disposizioni. Il Governo ha impostato la riforma fiscale a cominciare dai gesti quotidiani, in accordo con gli istituti di credito che, progressivamente, potrebbero ridurre la possibilità dei prelievi bancari. Meglio adeguarsi quindi, perché anche le agevolazioni vanno in questa direzione. Basti pensare alla Lotteria degli Scontrini o al bonus per l’adozione del Pos, destinato agli esercenti. Anche per loro, in caso di violazioni, scatterebbero multe salate.