Come si può andare in pensione attraverso l’Ape Sociale? Scopriamo chi può sfruttare questa possibilità e a quali tempistiche bisogna attenersi 

Pensione
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Le modalità per uscire dal sistema lavorativo in anticipo non sono poi così poche come si suol credere. Una delle più note è senz’altro Quota 100 che alla fine del 2021 sarà definitivamente abolita.

Un’altra possibilità, ma sicuramente più specifica è l’Ape Sociale. Una modalità non conosciuta da tutti, su cui è necessario focalizzarsi maggiormente per poterne capire a pieno il funzionamento e i vantaggi.

Ape Sociale: quanto si prende? Chi ne ha diritto?

Si tratta di una misura che prima di tutto prevede il riconoscimento di un’indennità mensile che può superare la soglia dei 1.500 euro. Cerchiamo di capire a quali lavoratori permette di andare in pensione in anticipo e per quali motivi.

Di base l’Ape Sociale riguarda coloro che nel rispetto dei requisiti previsti, hanno un’invalidità civile come minimo del 74% o i disoccupati di lungo corso. L’anticipo pensionistico è possibile anche per i caregiver e per le categorie occupazionali ritenute pericolose, usuranti o gravose. 

Allo stato attuale c’è tempo fino al 31 dicembre 2021, ma sembra più che probabile una proroga per il 2022 anche con qualche rafforzamento (magari ampliando la platea di potenziali beneficiari. Infatti è una delle questioni che il Governo e le varie parti sociali devono discutere nell’ambito della riforma sulle pensioni.

Niente allarmismi quindi. Il futuro dell’Ape Sociale non è per niente in bilico. Resta tra le ipotesi più in auge per cercare di andare in pensione senza aspettare il compimento dell’età richiesta.

Con l’abolizione ormai quasi certa di Quota 100 il timore di finire nuovamente nello scalone della Legge Fornero è alto, visto che mancano meno di 4 mesi alla fine dell’anno e al momento non c’è ancora una soluzione in grado di soddisfare tutti.

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Quota 41 sembra più una suggestione che un’ipotesi concreta, mentre per il resto all’orizzonte non sembra esserci una nuova alternativa. La speranza quindi è riposta nell’Ape Sociale, con l’auspicio che possa essere estesa anche a chi finora ne era rimasto escluso.