Diecimila euro scomparsi con bonifici non autorizzati. Una truffa, quella del phishing, che continua a colpire. Ecco come difendersi.

Phishing
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Bello il mondo dell’online. Per parafrasare la storica frase di un noto film d’animazione, si potrebbe quasi parlare di “fenomenali poteri” in un minuscolo click. Del resto non serve molto: basta prendere la mano ed ecco che le porte della rete possono aprire e connettere mondi anche estremamente distanti fra loro. Un’immensa città virtuale nella quale, naturalmente, i rischi sono proporzionati alle dimensioni. Ecco perché conoscere i pericoli della rete è fondamentale. Specie quando questi rispondono al nome del phishing.

Una truffa nota ma estremamente pericolosa che, spesso, riesce a trarre in inganno persino chi il web lo utilizza abitualmente, anche per operazioni di pagamento. Figurarsi cosa potrebbe accadere con persone più avanti con l’età che, magari, utilizzano internet solo per necessità e in modo approssimativo. Quello che è accaduto a un uomo di Nusco, vittima di due giovani truffatori del web operanti nella provincia di Napoli. I due, rispettivamente di 20 e 30 anni, sono ritenuti responsabili di un phishing da 10 mila euro.

Phishing a Nusco: come è avvenuta la truffa

Secondo gli inquirenti, sui due graverebbero le accuse di truffa e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, oltre che di accesso abusivo a sistema telematico. A insospettire la vittima, alcuni bonifici effettuati dal proprio conto corrente da lui mai effettuati. Le indagini hanno in seguito appurato che alcuni ignoti avevano violato il suo portale homebanking ed effettuato le operazioni a proprio favore per 10 mila euro circa. Dopo aver bloccato il conto, l’indagine dei Carabinieri ha permesso di raccogliere inconfutabili elementi contro i due giovani.

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Il trucco è stato il solito: una mail fasulla, nella quale si comunicava la necessità di una verifica del conto, e la richiesta di cliccare su un link per seguire le procedure di controllo. Fra le richieste, naturalmente, quella di fornire i dati di accesso. La procedura è sempre la stessa ma, come abbiamo detto più volte, il phishing riesce perché fa leva su sentimenti di incertezza, sospetto e anche paura. In sostanza, ci prende in impreparati, inducendoci a credere alla solo apparente autorevolezza della mail che arriva. La verità è che nessuno, né Poste né banca inviano mail con link da cliccare. La prima cosa da sapere è questa.