La riforma del sistema fiscale richiederà innanzitutto file serrate contro l’evasione. E lo strumento del Pos diventa la falange.

Pos
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La mossa del governo Draghi di arginare il Cashback (anche se non i suoi effetti nell’immediato) non significa che si rinuncerà a perseguire lo scopo della lotta all’evasione fiscale. Anzi, l’incentivo all’uso dei Pos e degli altri strumenti di pagamento tracciabile rappresenta una strategia ben chiara, coadiuvata peraltro anche dalle banche che, in buona misura, hanno iniziato a ridurre l’apporto degli sportelli atm al denaro contante. L’obiettivo è ridurre l’evasione fiscale del 15% nei prossimi 5 anni. Del resto, nel suo discorso d’insediamento il premier ne aveva parlato come della principale piaga del nostro Paese.

Incentivo degli strumenti cashless e lotta al contante (con l’apporto di commissioni) rappresentano quindi gli strumenti più utilizzati per contenere le pratiche di evasione nell’immediato. Direttive che, naturalmente, riguardano i clienti quanto gli esercenti. L’utilizzo del Pos, in questo senso, diventa essenziale sia per chi compra che per chi vende. Le pratiche di evasione, in sostanza, si combattono attraverso le azioni più quotidiane, come la compravendita, prima di passare a piani più estesi come la revisione della spesa pubblica.

Lotta all’evasione: che succede senza Pos

Considerando l’importanza conferita dal governo agli strumenti di pagamento tracciabile, andare contro corrente potrebbe comportare guai seri. Anche perché, il piano di contrasto all’evasione punta a smuovere fondi piuttosto consistenti e una lotta strutturata nella quotidianità è il primo e necessario passo. Ecco perché in ballo ci sarebbero sanzioni anche piuttosto salate per coloro che decideranno di non utilizzare il Pos. Il quale, peraltro, risulta già imposto dall’epoca del governo Monti (con il Dl 79/2012, poi varato nel 2014). Tuttavia, finora, non si era mai parlato di multe per coloro non ancora omologati. Il piano, ora, è di serrare le fila nella lotta all’evasione rafforzando i controlli sull’utilizzo del Pos.

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In pratica, chi resta fuori dalla zona di guardia potrebbe correre il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. Secondo il Codacons, sono ancora molti gli esercenti che, pur disponendo del dispositivo, consentono ai propri clienti di pagare in contanti per la consapevolezza di non incorrere in sanzioni. Gli esercenti non sarebbero nemmeno contrari ma, secondo la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, vanno sistemati alcuni tasselli. Innanzitutto la connessione, così da non incorrere nel rischio di dover ripetere le transazioni. Niente salti nel buio dunque: la riforma è ben accetta, a patto che sia strutturata.