Il VIP di Hollywood è il volto della cripto-truffa da 11 milioni di dollari

La piattaforma prometteva ritorni astronomici, fino al 200% in pochi mesi.  Aveva tutta l’aria di essere una truffa… infatti lo era.

Steven seagal scam
L’attore Steven Seagal. GettyImages.

Per chi è nel mondo delle criptovalute da qualche anno, è una storia che -tristemente- si ripete ciclicamente. Questa volta i truffatori sono persino arrivati ad ingaggiare un volto noto di Hollywood. La piattaforma affermava di gestire gigantesche fattorie di cripto-mining in Cina e garantiva un ritorno tra il 25 percento e il 200 per cento di rendimenti entro due mesi. Sono state fornite false dichiarazioni anche agli investitori che mostravano, naturalmente, che i loro fondi stavano crescendo.

Inutile dire che tutto questo era una frode. Non c’erano fattorie di mining di criptovalute in Cina e nessuna nuova criptovaluta. Per accrescere la propria credibilità, avrebbero anche sfruttato il volto del noto attore Steven Seagal. Chiediamo ai lettori di prestare attenzione a questo meccanismo di sponsorizzazione perchè è tuttora frequente l’ingaggio, mediante compenso, di influencer per la promozione della shitcoin di turno che -solitamente- arrichisce pochi e impoverisce tanti.

Trascorsi i due mesi, gli investitori hanno iniziato a chiedere i loro soldi, ma gli è stato detto che sarebbe stato loro riconosciuto un premio pagato con una nuova criptovaluta nota come Bitcoiin2Gen (o B2G). Stavolta, la promessa era una crescita del valore di questa criptovaluta di 8.000 volte.

L’entrata in scena di Steven Seagal

Male la prima! È stato allora che Steven Seagal, star di arti marziali e film d’azione come “Under Siege” e “Above the Law”, ha fatto la sua apparizione. Il suo volto è infatti apparso nei materiali promozionali per B2G. “Il maestro zen Steven Seagal è diventato l’ambasciatore del marchio di Bitcoiin2Gen”, si legge in un comunicato stampa, in cui si affermava che fosse un investitore nella nuova valuta e che “con tutto il cuore” avesse approvato l’offerta. Sui social media, Seagal ha esortato i suoi allora quasi 7 milioni di follower su Facebook i 100.000 su Twitter a non “perdere” l’opportunità B2G.

Ciò che non è stato detto è che Seagal è stato pagato per essere un portavoce, con la promessa di $ 250.000 più $ 750.000 in monete B2G per il suo tempo, ha detto la SEC. Seagal in seguito avrebbe accettato di pagare un ingente multa per aver propagandato illegalmente la piattaforma non avendo rivelato di essere stato pagato per questo. Al momento dell’accordo, Seagal ha dichiarato di essersi tirato indietro dall’accordo quando ha iniziato a nutrire dubbi sulla “buona fede della società”. Ha detto che è stato pagato solo una parte del compenso di $ 250.000.

Il manager di Seagal ha detto in una e-mail che la star dell’azione “è stata truffata come tutti gli altri” e che è stata “solo sfortuna e tempismo per Steven”. In tutto, B2G ha raccolto $ 7,2 milioni per il suo lancio, secondo la denuncia civile presentata dalla SEC.

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Tutto male quel che finisce male. La truffa è servita.

Invece di raccogliere enormi profitti, il denaro raccolto dagli investitori è stato incanalato in conti all’estero controllati da tale Kristijan Krstic, un serbo-australiano che vive nelle Filippine con un passato di accuse di frode, a quanto dicono i pubblici ministeri federali e gli investigatori della SEC.

La scorsa settimana, John DeMarr, un investigatore privato californiano di 55 anni che era stato il frontman della truffa si è dichiarato colpevole di aver aiutato a gestire la truffa. Avrebbe intascato quasi $ 2 milioni che ha usato per comprare una Porsche e una BMW e pagato oltre $ 1 milione per finanziare una sontuosa ristrutturazione della sua casa a Seal Beach. DeMarr rischia ora fino a 5 anni di carcere. Il luogo in cui si trova Krstic rimane invece sconosciuto anche se pare sia in custodia in Serbia.

Raccomandiamo sempre la massima attenzione quando vengono promessi ritorni troppo generosi. Spesso, si tratta proprio di una truffa perchè il rendimento non è evidentemente sostenibile. Proprio da Hollywood arriva il detto “Quando una cosa è troppo bella per essere vera, è perchè non è vera“.