La riforma punta a stravolgere l’assetto delle aliquote Irpef e Iva. Alla base del piano, contrasto dell’evasione e riduzione del peso fiscale.

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La riforma del Fisco è un obiettivo dichiarato. Lo snellimento del sistema fiscale, con sgravio per i contribuenti e abbattimento dell’evasione, rappresenta un piano che, se di successo, costituirebbe un traguardo davvero da oro olimpico. L’Italia sembra intenzionata a perseguirlo tanto che, nel Piano nazionale di Ripresa e resilienza (Pnrr) presentato all’Europa, ha già dato indicazioni circa la legge delega che darebbe il via alla riforma. La deadline sarebbe stata quella del 31 luglio ma occorrerà qualche giorno in più. Niente che dovrebbe comunque impedire modifiche sulla tabella di marcia, almeno per quanto riguarda gli obiettivi.

I cambiamenti previsti, infatti, sono parecchi e tutti di una certa rilevanza. Soprattutto in merito alle aliquote Irpef, si prevede una vera e propria rivoluzione. Obiettivo numero uno: aumento in busta paga per i redditi del ceto medio. Di certo non roba da poco, considerando che si tratta della fascia più corposa del Paese. A seguire, abolizione dell’Irap e pagamento a rate del secondo acconto.

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Riforma fiscale, il piano Irpef e Iva

In sostanza, una sterzata massiccia. Attesa peraltro già da un po’ di tempo e messa in cima alla lista delle cose da fare dal governo Draghi. La legge delega, di per sé, dovrebbe consentire di avviare l’ingranaggio quel tanto che basta per dare avviamento alla riforma vera e propria. La quale, dati alla mano, dovrebbe rivedere praticamente tutto il sistema fiscale. A cominciare dalle aliquote Irpef, al momento cinque su cinque scaglioni reddituali: 23% entro i 15 mila euro; 27% tra 15.000,01 e 28.000 euro; 38% tra 28.000,01 e 55.000 euro; 41% tra 55.000,01 e 75.000 euro; 43% oltre i 75.000 euro.

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Per quanto riguarda gli aumenti in busta paga, la riforma dovrebbe prevedere la riduzione delle aliquote in questo senso:

– entro i 25.000 euro, il 23%

– tra 25.000,01 e 55.000 euro, il 33%;

– oltre i 55.000 euro, il 43%.

Previsto un rinnovamento anche sul piano dell’Iva. La riforma fiscale dovrebbe modificare il sistema che prevede un’aliquota ordinaria e tre agevolate, riducendo il numero complessivo quattro a due, abbassando l’ordinaria di circa due punti percentuali. L’unica agevolata, sarebbe quindi compresa fra il 5% e il 10%. Un sistema che andrebbe a toccare anche il tema dell’evasione dell’Iva.