Debiti con l’Erario? Qualcuno riesce a dormire lo stesso: ecco come

La riscossione limitata dalle normative stesse che regolano le situazioni debitorie. Una situazione complessa, nella quale l’Erario frena.

Fisco soldi
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Esiste un sistema per avere un debito con il Fisco e, al contempo, sentirsi al riparo da spiacevoli sorprese? Apparentemente si parla di due piani opposti. I soldi sul proprio conto corrente, infatti, teoricamente sarebbero al riparo da brutte situazioni ma, trattandosi del sistema fiscale, risulta difficile sfuggire a determinate rivalse. Tuttavia, esiste un modo abbastanza semplice che molti tendono a utilizzare proprio per non avere a che fare con eventuali azioni da parte dell’erario.

Di cosa si tratta? Molto semplice: evitare di depositare soldi sul conto oppure, ancora più semplicemente, toglierne poco per volta. In questo modo, chi si ritrova debiti con l’erario, dall’Agenzia delle Entrate Riscossione non dovrà temere chissà quale azione. Solo in questo senso naturalmente. Questo, infatti, non significa che non vi siano altri metodi per il Fisco di agire nei confronti di chi ha un debito annoso.

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Quando bussa l’Erario: il nodo che limita la riscossione

Va precisato che l’Erario non può conoscere anticipatamente chi ha somme in deposito e chi invece no. Una limitazione ben precisa sui dati finanziari, che di fatto pone un freno a determinate iniziative gravose sul debitore, specie sulle attività di riscossione. Si tratta di un archivio dei rapporti finanziari in anagrafe tributaria, che regola le attività di controllo e di verifica fiscale ma non legate alle operazioni di riscossione. Quindi, si tratta di informazioni non utili al recupero coattivo del credito. Sono gli intermediari bancari ad avere l’obbligo di comunicare le giacenze sui conti correnti, entro il 15 febbraio dell’anno seguente.

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Si tratta di un saldo, quindi, che non corrisponde a quello immediato. Questo rende l’azione della Riscossione estremamente limitata, anche in virtù del lunghissimo elenco di situazioni debitorie nell’archivio dell’Erario. Al momento, si parla di 18 milioni di debitori in situazioni di pendenza. L’Agenzia della Riscossione ha richiesto una nuova normativa con obblighi di comunicazione all’anagrafe tributaria. Quindi una trasmissione dei dati più frequente e più dettagliata, per consentire all’Erario di recuperare i soldi in pendenza. Per ora, però, i debitori restano nel limbo ma dalla parte giusta.