Valore Futuro Garantito: i punti a cui prestare attenzione prima di firmare il contratto

A questo punto, appare opportuno andare a vedere da vicino cinque punti fondamentali da vagliare, prima di sottoscrivere contratti che implicano il VFG, e dunque anteriormente al  diritto di riconsegna. Eccoli in sintesi:

  1. I contratti con Valore Futuro Garantito si riferiscono esclusivamente al saldo dell’ultima rata. Se l’interessato intende estinguere in anticipo un contratto con questo meccanismo, e intende farlo durante le rate intermedie, può certamente darsi la situazione per la quale il Valore Futuro Garantito non sia rispettato, trovandosi quindi a dover versare tutta la differenza tra il debito restante e il valore del mezzo a quattro ruote. Pertanto l’automobilista deve fare molta attenzione, al momento della firma di questi contratti, in relazione a veicoli che potrebbero in breve tempo perdere valore nella prima fase del contratto in essere. In sintesi, se il privato è costretto a venderla rapidamente, l’esborso di denaro è una diretta conseguenza;
  2. Il saldo al Valore Futuro Garantito si compie soltanto se tutte le rate sono state versate dall’interessato. Se per qualche ragione, il cliente non è riuscito a pagare tutte le rate in corso di contratto, il Valore Garantito non sarà applicato; piuttosto sarà concesso soltanto il valore commerciale del mezzo a quattro ruote. Detto valore, in alcuni casi, può essere di importo inferiore rispetto al debito. In concreto, sarà dunque necessario aggiungere del denaro per arrivare alla somma da pagare alla fine;
  3. I contratti che contengono questa formula comportano che il Valore Futuro Garantito si realizzi esclusivamente nell’ipotesi in cui si voglia acquistare un altro mezzo. Pertanto, è necessario valutare con cautela l’opportunità di sottoscrivere questa tipologia di contratto, se l’automobilista invero preferisce restituire l’auto e restare senza perché, ad esempio, si considera l’alternativa del noleggio oppure perchè i costi non permettono di mantenerne una. Detti contratti non danno la garanzia del saldo della rata finale;
  4. In alcuni contratti che applicano il Valore Futuro Garantito è obbligatorio effettuare la manutenzione del mezzo a quattro ruote presso la casa madre e ciò, nei fatti, potrebbe concretizzarsi in un costo maggiore. In altre parole pur convenendo, non sarà possibile  far revisionare l’auto dal meccanico di fiducia che fa risparmiare qualche soldo. Inoltre, qualsiasi danneggiamento o incidente che conduca l’autovettura a calare di valore, sarà all’interno del Valore Futuro Garantito. Per fare un semplice esempio, se l’automobilista riconsegna il mezzo con la carrozzeria danneggiata, sarà ridotto il Valore Garantito del veicolo. Ecco allora chiaro che il Valore Futuro Garantito è non assicurato a priori, ma soltanto se il mezzo si trova in condizioni molto buone;
  5. Il Valore Futuro Garantito è garantito dal compratore, ma l’automobilista avrà il debito con la banca. Ciò si traduce nella seguente situazione pratica: se il compratore fallito o inadempiente, non ricomprerà il mezzo, il guidatore avrà sulle spalle un debito da saldare con l’istituto di credito. Questo si può chiaramente leggere nei contratti che implicano questa formula e la conseguenza è che il cliente non è protetto e non potrà dire alla banca di farsi pagare dal concessionario. In altre parole, se l’azienda produttrice si trova in pessime condizioni finanziarie, il privato dovrà farsi carico del debito con la banca, giacchè il Valore Futuro Garantito attiene al mero rapporto con il compratore e non con la banca. Si tratta di cose ben distinte tra loro. Ecco un altro buon motivo per valutare con cautela la convenienza dell’intera operazione, prima di firmare il contratto.

Concludendo, non si può non rimarcare un ulteriore elemento degno di nota. All’interno di un contratto caratterizzato dalla formula Valore Futuro Garantito, frequentemente sono inserite vendite di servizi pluriennali. Al momento della restituzione del mezzo a quattro ruote, è necessario sempre controllare che i servizi futuri, versati all’atto della sottoscrizione del contratto, ma di cui non si ha avuto godimento, siano rimborsati. Il rischio concreto è quello di essere nella situazione nella quale l’auto è restituita, con applicazione del meccanismo visto finora, ma il compratore non rimborsa all’automobilista ciò che era stato già versato anteriormente e di cui non si è usufruito, a causa proprio della restituzione del mezzo. E’ buona regola insomma controllare sempre – in specie prima della maxi rata finale – che sia applicato il rimborso ove legittimo.