WhatsApp, la truffa corre in chat: diffidate dei profili a pagamento

La prospettiva di un ritorno a pagamento fa breccia anche negli utenti più scettici. La fake news di WhatsApp a pagamento miete vittime.

WhatsApp profili
Foto © AdobeStock

Ci risiamo. WhatsApp sembra essere diventato ormai meta prediletta di chi ha scelto di approfittare della pandemia per raggirare il prossimo. Le truffe sembrano ormai di casa quasi su ogni piattaforma, ma il fatto di utilizzarla così tanto rende l’app di Facebook particolarmente appetibile per i truffatori. E spesso, i tentativi di raggiro viaggiano proprio sulla parte più usata di WhatsApp. Le chat naturalmente. Tendenzialmente l’utente medio non si fida di conversazioni con sconosciuti, preferendo cestinarle o bloccare il contatto piuttosto che dare corda.

Tuttavia, molto spesso la fake news si traveste con costumi fin troppo credibili, inducendo anche l’utente più diffidente a cadere in un potenziale tranello. Ad esempio, nel caso di quei messaggi che parlano di un ritorno degli account a pagamento, ovvero alle origini dell’applicazione. Una fase storica durata pochissimo ma la cui prospettiva spaventa gli utenti di WhatsApp, anche i più affezionati. A ogni modo, bisogna sempre dubitare di messaggi di questo tipo. Si tratta infatti di veri e propri fake, creati non per avvertire di qualcosa ma per tutt’altri scopi.

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WhatsApp, la truffa dei profili a pagamento: come evitarla

Si tratta di notizie false ma che spopolano fin da troppo tempo. Eppure, considerando il timore spesso diffuso di un ritorno di WhatsApp a pagamento, il trucco continua a riuscire. Anche attraverso questo tentativo di truffa, infatti, si nascondono delle ambizioni malevole di phishing. In effetti, in queste conversazioni fasulle si celano spesso dei link lasciati in allegato, attraverso i quali ottenere “maggiori informazioni” circa il ritorno della chat alle origini. I lettori, fin troppe volte, finiscono per cliccare sui link e ricevere in cambio la più classica delle batoste.

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In questo caso, il phishing è quello dei dati. Estorcere informazioni in modo tale da accedere agli homebanking o, magari, semplicemente operare un furto d’identità. In entrambi i casi si tratta di rischi enormi per gli utenti. Circostanze che WhatsApp cerca di limitare attraverso un’informazione reale, che metta al corrente sia del fatto che si tratta di fake news che di tentativi di estorsione di dati. E infine anche di soldi. Qualora dovessoro capitarvi chat di questo tipo, il consiglio è di destinarle al cestino senza nemmeno sbirciare all’interno.

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