Home Attualità Vecchie lire: 20 mila motivi per trovarla e correre da un collezionista

Vecchie lire: 20 mila motivi per trovarla e correre da un collezionista

Avere una di queste monete in casa propria vuol dire essere un pò più ricchi e non saperlo. Ecco quali sono le più importanti.

Monete lire
Monete lire (Adobe)

Spesso in casa nostra possono celarsi dei veri e propri tesori. Parliamo di monete e banconote, nello specifico, in questo caso, parleremo delle prime, spesso letteralmente dimenticati in vecchi borsellini o cappotti. Ricordi di parenti lontani o vicini, spesso vere e proprie reliquie, testimonianza viva e diretta di un’epoca smarrita nel tempo, di cui può restare soltanto questo tipo di traccia. Il loro valore, è sorprendente, nemmeno immaginabile.

In ogni caso è bene precisare che cosi come immaginabile le vecchie monete, quelle in lire per intenderci mantengono un valore che non sempre è deducibile. Ci sono degli aspetti, dei fattori che andranno ad incidere su una eventuale valutazione. Non parliamo esclusivamente della datazione, dell’anno di conio, per intenderci, ma anche e soprattutto delle condizioni, dello stato di mantenimento della moneta stessa. Fattore assolutamente determinante.

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Vecchie lire: la moneta da 50 centesimi del 1861, un vero piccolo tesoro

In questo caso parliamo della moneta da 50 centesimi di lire. Parliamo di una moneta che ha fatto al sua comparsa nel paese nel lontano 1825, parliamo di quasi 200 anni fa. Qualcosa di assolutamente straordinario. Immaginate quale valore possa avere una moneta tanto antica che ha attraversato, di fatto, gli ultimi duecento anni di storia del paese. In questo caso parliamo di due diverse coniature.

Sia la Zecca di Firenze che quella di Roma in quell’anno coniarono la moneta in questione con tiratura limitata. In questo caso, considerato il numero i pezzi nettamente inferiore prodotti a Roma, parliamo di circa 4mila viene da se immaginare che quella versione li possa avere maggior valore.

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Per la moneta da 50 centesimi coniata a Firenze parliamo di un valore di circa 2mila euro. Per quella invece, coniata a Roma nel 1861 parliamo di un valore di ben 20mila euro. Qualcosa di assolutamente eccezionale.