Fiducia reciproca fra correntista e istituto di credito ma anche capacità di gestione e servizi: la ricetta per il conto corrente perfetto.

Conto corrente
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Come si definisce un conto corrente come “il migliore di tutti”? In realtà, come tutte le cose, anche questa dipende dall’incastro di molti fattori. Un comune denominatore, a ogni modo, si può trovare: la totale fiducia del correntista nel proprio conto. Ovvero, nel modo scelto dall’istituto di credito di riferimento di gestire i propri soldi. Il rapporto fiduciario è di sicuro un tassello essenziale, anche se non l’unico. Per il conto corrente è anche una questione di… soldi: nello specifico, quelli relativi ai costi di gestione. Più bassi sono, naturalmente, è meglio sarà. Molti futuri correntisti partono proprio da lì per capire se l’apertura convenga o meno.

Alla lunga, infatti, costi di gestione troppo elevati potrebbero portare a dover scegliere di cambiare casacca. Tuttavia, è bene analizzare il costo del conto in base ai servizi che esso offre. Nel senso che, se il conto dovesse avere un onere nullo ma offrisse in cambio pochissimi vantaggi, probabilmente converrà guardare altrove, perché probabilmente i servizi verrebbero pagati a parte e a prezzi fin troppo elevati. Occorrono quindi tre parole chiave: promozione, costi e servizi.

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Conto corrente: le caratteristiche chiave che non devono mancare

I servizi alla clientela sono alla base di un buon conto corrente. Tempestività nell’offrire risposte, professionalità nel fornirle e, soprattutto, nessun costo aggiuntivo. Questo è sicuramente un requisito essenziale per essere appetibile anche per futuri clienti (il passaparola gioca naturalmente un ruolo essenziale). Inoltre, anche la sicurezza dice la sua. Visto che quasi tutte le banche viaggiano ormai tramite gli homebanking per i servizi immediati (ad esempio i bonifici), garantire la tutela dei soldi del correntista diventa fondamentale. A questo punto, subentra il discorso della gestione: ossia, come il correntista stesso tiene in ordine i propri conti.

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Per essere definito il migliore, un conto corrente deve quindi combinare sia i servizi che gli aspetti di gestione. Del resto, il conto stesso può essere definito uno strumento di gestione della liquidità ordinaria, da convogliare alle varie esigenze della persona che lo apre. Naturalmente, per chi gestisce anche titoli azionari il discorso cambia: un conto potrebbe essere aperto per il reddito fisso, l’altro sui mercati azionari. Oppure ci si potrebbe affidare a un consulente. Certo, il conto corrente migliore di per sé non esiste. Ma di sicuro si può lavorare per renderlo tale: difesa dei soldi e capacità di gestione. Un binomio vincente.