La cabina di regia valuta la nona proroga delle scadenze fiscali. Le cartelle esattoriali pronte a essere rimandate a settembre.

Cartelle esattoriali
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Si va avanti a oltranza con la tregua fiscale. Le cartelle esattoriali si fermano ancora, addirittura per la nona volta. E stavolta l’allungamento servirà a  far trascorrere un’estate più tranquilla a chi temeva la ripartenza della macchina del Fisco. La cabina di regia guidata dal premier Mario Draghi, pare abbia dato parere favorevole a rimandare ulteriormente la resa dei conti. Dalla data del 30 giugno, ci si allungherà probabilmente fino al mese di settembre, di fatto scavallando la stagione estiva e rimandando ogni discorso all’inizio dell’autunno.

La pace fiscale introdotta con gli ultimi decreti e finanziata dai fondi del Recovery Fund, in sostanza, continua a essere solo la base delle agevolazioni fiscali presenti. Dal Decreto Cura Italia in poi, si arriva a un totale di 18 mesi per il blocco dell’attività di riscossione. Questo significa che, da marzo 2020, la macchina del Fisco è rimasta ai box, in attesa di un via libera che le permetterà di rimettersi a paro. Tempi che si allungheranno, sempre che il governo decida infine di dare l’ok al provvedimento in fase di studio.

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Cartelle esattoriali, cosa succede a settembre

La ripartenza dopo le restrizioni anti-Covid si è dimostrata ben più dura del previsto. Per questo, con un nuovo decreto ad hoc, si mira alla proroga sia del blocco dei licenziamenti che della cassa integrazione (con la seconda che favorisce la prima). E la concessione di ulteriore tempo di affrancamento dalla riscossione si affianca alla strategia di alleggerimento degli oneri, fiscali e non, sulle spalle dei contribuenti. Step dopo step, si è trattato di un programma ben preciso di sgravio, volto a favorire innanzitutto una ripresa del tessuto lavorativo, al quale far seguire la ripartenza dei vari crediti sospesi. Fra quelli non cancellati chiaramente.

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Dopo il Cura Italia, era intervenuto il Decreto Rilancio (34/2020), che aveva allungato i tempi fino al 31 agosto 2020. Da lì si era andati avanti di proroga in proroga, fino a optare per la decisiva pace fiscale, che aveva stornato tutti i crediti ritenuti inesigibili. Cartelle esattoriali sotto forma di sanzioni non superiori a 5 mila euro e comprese nel decennio 2000-2010. Ora, dovesse entrare in vigore il nuovo provvedimento, si concederà probabilmente un altro paio di mesi prima della ripartenza degli avvisi. La potenza di fuoco delle cartelle esattoriali, nonostante la scorciata del Recovery, è ancora di quelle che fanno paura.