Le truffe dell’iban e dei falsi profili: gli esperti allertano sull’incremento del sistema in Russia nel periodo più difficile della pandemia.

Russia truffe
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No, nessun Paese è immune al virus delle truffe. Nemmeno una Nazione grande e particolarmente attenta su determinate questioni, come la Russia. Anzi, secondo gli esperti, durante il lockdown non solo il sistema di raggiri (soprattutto online) sarebbe aumentato ma addirittura sarebbe riuscito a mietere molte più vittime in un lasso di tempo estremamente ridotto. Tanto da far suonare più di qualche campanello d’allarme. In pericolo, i risparmi dei cittadini, potenzialmente esposti al rischio dell’operato di un abile ladro informatico.

Con il lockdown si sarebbe giunti all’esasperazione massima del fenomeno. Account homebanking, codici iban e altre componenti sarebbero risultate estremamente vulnerabili durante il periodo di chiusure generali. In particolare, pare sia andata di moda una truffa che consisteva nel modificare il codice iban di una fattura cliente per creare poi dei nuovi account fittizi sui quali ricevere il denaro. Il tutto semplicemente modificando una o due componenti dell’iban.

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Truffe, nemmeno la Russia è immune: le due più pericolose

Un quadro descritto dalla consulente Daria Sarycheva, esperta di import export. Un settore che vede transitare somme di denaro importanti e che, più di altri, scopre il fianco alle truffe online. E il sistema truffaldino che metteva nel mirino l’iban dei clienti era diventato piuttosto popolare nei giorni più difficili della pandemia da coronavirus. La strategia era abbastanza semplice e sfruttava anche lo scarso controllo adottato da coloro che operavano il pagamento, spesso senza verificare la veridicità o meno del codice iban su cui era effettuato il versamento.

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Ma non solo questioni di pagamenti e import/export. Un’altra di quelle truffe particolarmente cavalcate in Russia, sarebbe legata a questioni di… cuore. In sostanza tramite l’iscrizione a determinati siti, si può entrare in contatto con delle presunte ragazze o ragazzi e iniziare un’amicizia a distanza via chat. Conversazioni che, quasi sempre, si concludono con la richiesta di invio di denaro, con la scusa di pagare le spese del viaggio per recarsi nel Paese d’origine dell’interlocutore. Soldi che, se inviati, naturalmente vengono fagocitati da chi si cela dietro a questi profili. E spesso non si tratta di coloro di cui viene mostrata la foto.