Dopo due settimane di tracollo assoluto, Bitcoin registra il primo piccolo rialzo. Ma all’orizzonte il futuro resta parecchio nebuloso.

Bitcoin
Foto di Igor Schubin da Pixabay

Maggio è ormai alle spalle ma i suoi sinistri influssi potrebbero perdurare ancora sullo stato di salute di Bitcoin. La regina delle criptovalute ha toccato i livelli più bassi da dieci anni a questa parte, dopo che coloro che le avevano promesso fedeltà hanno deciso di tornare sui propri passi. La discesa è stata di quelle record: 35,6% in meno sulla tabella di marcia, abbastanza per far ricredere una parte di investitori sulla possibilità di riuscire a far fortuna con la valuta digitale. Ma, come sempre accade, è dal fondo che inizia la risalita. E quella di Bitcoin, forse, potrebbe essere più rapida di quanto ci si aspettasse.

Le oscillazioni sembrano aver calato la propria intensità. Non solo: alla fine della scorsa settimana, Bitcoin ha messo insieme un +3,6%, rialzandosi dai 35.670 dollari agli attuali 37.271. Un bel balzo considerando il periodo, che parla ancora la lingua del tracollo. Tuttavia, secondo gli analisti questi numeri consegnano un quadro abbastanza preciso sull’altalena delle quotazioni: la crypto potrebbe aver raggiunto il punto minimo e iniziato già la propria risalita.

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Bitcoin, prima boccata d’ossigeno: forse il peggio è passato

A sostegno della tesi, interviene anche un altro fattore. Nelle scorse ore, infatti, gli indicatori portavano voci dagli Stati Uniti, che volevano un sistema di monitoraggio e regolamentazione più stringente per Bitcoin e le criptovalute in generale. Praticamente, un controllo del sistema tutto che, già a più riprese, ha dimostrato che l’attribuita instabilità corrisponde a verità. Nonostante questo, però, Btc è riuscita a rimettere insieme qualche elemento importante per cominciare a rosicchiare qualche punto. Certo, al momento non si può ancora parlare di ripresa ma, perlomeno, di una quiete dopo la tempesta. Traducibile con una frenata del trend ribassista e un assestamento con ritocco al rialzo.

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Insomma, al netto di tutte le implicazioni comincia a delinearsi una situazione meno tetra per la criptovaluta. Va detto, però, che l’inchiodata di Tesla e il ripensamento cinese hanno gettato le basi per un futuro difficile. E proprio nel momento in cui sembrava tutto pronto per il balzo definitivo. La questione non passerà senza lasciare traccia, che sia un ennesimo richiamo sulla quantità abnorme di energia richiesta o una normativa più stringente. Il piccolo accenno di rialzo, per Bitcoin, non significa ancora uno scampato pericolo. Ma è già qualcosa.