Il documento rilasciato per regolare la riapertura delle sale preposte per il gioco e le scommesse lascia qualche perplessità agli esperti.

Sale giochi scommesse
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La questione era emersa qualche giorno fa, quando l’orizzonte degli Europei di calcio si era fatto più vicino. Un allarme più che un appunto. Il problema riguardava il settore dei giochi e delle scommesse sportive, fra i primi ad andare in archivio durante la pandemia e, ora, alle prese con una fase di ripresa tutt’altro che semplice. Anche perché l’ultimo Decreto Sostegni ha lasciato ben poco al settore il termini di aiuti economici, limitando la riapertura delle sale preposte e, a detta degli esperti, scoprendo il fianco ai retaggi del gioco illegale. E questo soprattutto in vista del Campionato europeo, al via l’11 giugno con il match inaugurale di Roma fra Italia e Turchia.

La ripresa del gioco legale è fissata all’1 luglio 2021. Troppo in là, secondo gli analisti, per evitar il rischio delle scommesse clandestine e del totonero. In questo modo, infatti, 44 partite su 51 previste per la competizione sarebbero lasciate alle scommesse illegali. Il rischio è di favorire il giro illecito rispetto al sistema monitorato dallo Stato. Con il passaggio al bianco di alcune regioni ora in zone gialle, previsto il prossimo 7 giugno, si rischia peraltro la riapertura a macchia di leopardo. In questo caso, naturalmente, il rischio è quello della disparità.

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Sale giochi e scommesse, pronte le linee guida: il nodo sostegni

Per quanto riguarda gli aiuti, si parla di 100 milioni da destinare alle sale gioco rimaste chiuse. Un sistema di assistenza che, a quanto sembra, inciderebbe per non più del 2,5% sulle perdite di fatturato accusate dal settore. E, contrariamente alle attese, non è arrivata la proroga delle concessioni in fase di scadenza.

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