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Attualità

Truffa nel gioco del poker: per i giudici fu solo fortuna

Accusati di truffa tramite partite di poker, in otto sono stati assolti, ecco le motivazioni dei giudici a riguardo

Tavolo di poker (Fonte foto: web)

Come si suol dire, si è “colpevoli fino a prova contraria”, ebbene, stavolta dei possibili colpevoli di frode, sono diventati innocenti proprio per mancanza di prove. In otto, erano stati accusati di aver truccato alcune partite di poker, portandole a loro favore con dei punti considerati “anomali”.

Per quanto riguarda una brutta esperienza col gioco che potrebbe capitare anche a noi, ecco come riconoscere i veri Casinò online che non ci truffano a loro volta. Per quanto riguarda la vicenda che coinvolgeva anche un ex componente della Banda della Magliana, ripercorriamola tutta per capire come hanno agito giudici ed avvocati.

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Non ci fu nessuna truffa in quelle partite di poker

I fatti risalgono al 2012. Gli otto presunti truccatori, avrebbero giocato con l’imbroglio almeno trenta partite, per una vincita totale di 331mila euro. A perdere furono soprattutto, Franco Marcucci e Dario Rossin, ex capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Ignazio Marino. Ma perdere somme minori, furono anche due professionisti del gioco, quali, Dario Manieri e Jack Genovesi. Le pene richieste per gli otto membri della banda disonesta, andavano dai 2 anni e 4 mesi, ai 4 anni e 6 mesi di carcere.
Prima di sapere come è andata a finire la storia, potrebbe incuriosirvi sapere chi ama di più il gioco d’azzardo, se gli uomini o le donne. Detto ciò, i giudici hanno ritenuto che pensare che dei punti siano “anomali”, non vuol dire avere la prova di una truffa. Secondo la sentenza, di fatto: “quelli manifestati dai Rossin e Marcucci sono sicuramente sospetti dettati dall’andamento anomalo delle partite in modalità “Texas Hold’em”, dove alcune carte sono scoperte e quindi ben visibili a tutti”, ma alcuni punti effettuati avrebbero avuto solo una bassa percentuale di riuscita, quindi la loro è stata soltanto fortuna.

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Tra l’altro, oltre a non avere prova effettiva del fatto che qualcuno possa aver barato, va a favore degli otto imputati un altro fattore. Le partite infatti, sempre stando al virgolettato del verbale finale, avrebbero avuto luogo: in case messe a disposizione delle parti civili con annesso servizio di ristoro“. Pertanto è impossibile anche evidenziare l’esistenza di una presunta associazione.

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Vincenzo Capuano