Di numerosi rivenditori di apparecchiature tecnologiche non c’è più traccia da sabato scorso su Amazon. Secondo gli esperti, sotto ci sarebbe una truffa.

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Nessuna traccia di venditori che, fino al giorno prima, erano regolarmente al loro posto. Se ne fanno parecchie di domande i clienti Amazon che, da sabato scorso, hanno visto numerosi proponenti dell’ambito tecnologico sparire dal sito. Si parla anche di marchi importanti, come Aukey (rivenditore di cuffie, cavi e altri oggetti simili), tanto da aver spinto gli utenti a chiedere chiarimenti sui social, soprattutto su Twitter. Nessuna risposta specifica: solo un messaggio automatico che rimandava direttamente alla pagina aziendale. I prodotti però non c’erano nemmeno lì.

Un bel guaio per chi faceva affidamento su determinati marchi per effettuare le proprie spese sulla piattaforma. Tuttavia, alla base del problema ci sarebbe qualcosa di grosso. Niente di chiaro né di definito, ma abbastanza per lasciar credere che dietro lo stop di determinati venditori vi sia un movimento riconducibile a una truffa. Nello specifico, a uno stock di recensioni ritenute sospette venuto alla luce la scorsa settimana sul sito di sicurezza informatica SafetyDetectives. Recensioni fasulle, volte a stimolare l’acquisto di prodotti tramite apprezzamenti messi a bella posta, senza avere un giudizio obiettivo sull’oggetto in questione. Per ora Amazon non ha fatto sapere nulla, riferendo al Post di aver solo condiviso la decisione con i marchi coinvolti.

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Amazon, lo strano caso dei venditori scomparsi: la possibile truffa

Il dubbio però resta. La possibilità che la sospensione dei venditori possa essere ricondotta a una truffa. Del resto, la piaga delle recensioni fasulle non è niente di nuovo per Amazon, che negli ultimi anni ha cercato di introdurre regole più severe al fine di contenerne la progressione. Il problema in effetti è grave: l’emersione di questi disagi rischia di creare sfiducia negli acquirenti, visto che sono proprio le recensioni a stimolare o meno l’acquisto di un prodotto. Certo, trattandosi di opinioni personali non è sempre facile risalire a possibili tentativi di truffa. Anche l’indagine di SafetyDetectives ha richiesto diverso tempo per riuscire a individuare il giro sospetto, sulla base di un database con milioni di messaggi.

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A ogni modo, anche nell’ambito di un movimento truffaldino, non è escluso che gli utenti coinvolti sapessero ciò che stava succedendo. All’arrivo di determinate comunicazioni da parte dei venditori, non sempre l’acquirente sospetta di qualcosa. Anche perché di rivenditori che inviano campioni gratuiti in cambio di recensioni su siti di e-commerce sono molti. L’indicatore che dovrebbe far pensare al paggio è l’eventuale richiesta di transazione di denaro. In quel caso l’illecito sarebbe servito, poiché si tratterebbe di recensioni a pagamento. Un giro complicato ma che può essere fiutato.