Il titolo a Piazza Affari perde quasi il 6% ma è dovuto a rinvio dei target del 2022 al prossimo anno. Approccio prudenziale per Ferrari.

Ferrari
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Si è assunto una bella responsabilità il marchio Ferrari, che decide di posticipare i target finanziari fissati per il 2022, portandoli al 2023. Una decisione ponderata ma che, inevitabilmente, ha inferto il suo colpo di martello in Borsa. A Piazza Affari, il titolo ha registrato un brusco calo, portando le contrattazioni a scendere quasi del 5%, a 173 euro. Una scelta che avrà inevitabilmente le sue ripercussioni ma, di sicuro, l’anno del Cavallino ha vissuto sia di luci che di ombre. Tra gennaio e marzo, il rialzo dell’utile è stato importante (206 milioni di euro) rispetto all’esercizio che l’aveva preceduto.

Anche a Maranello, tuttavia, gli effetti della pandemia si sono fatti sentire. E lo spostamento dei target rappresenta la capitalizzazione di un percorso complicato, per la Ferrari come per tante altre aziende di grandissimo nome. Nella giornata di ieri, Piazza Affari ha registrato anche il calo delle azioni Race, in ribasso del 7,4% a 169,1 euro. Per restare alla Ferrari, tuttavia, il peso del trend lo danno i numeri: utile netto in rialzo del 24% (grazie all’aumento delle vendite dell’1,2% rispetto al primo trimestre del 2020), i ricavi superano il miliardo con il 10,8%.

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Ferrari, tonfo clamoroso in Borsa ma c’è un buon motivo: Elkann traccia la linea

Guardando al futuro, ci aspettiamo che l’approccio prudenziale adottato nel 2020, e che continua nel 2021, nel modificare i nostri investimenti in risposta all’emergenza da Covid-19 posticiperà di un anno il raggiungimento della nostra guidance 2022”. La legge così il presidente e Ceo provvisorio di Ferrari, John Elkann. E a seguito delle sue parole le azioni del Cavallino variano, registrando però segni negativi: -9,8% rispetto all’inizio del 2021 (con azioni scambiate a 187,6 euro), mentre si portano al +17,5% anno su anno. La capitalizzazione di mercato arriva a 33,1 miliardi.

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I numeri restano comunque in linea con le attese di mercato: Ebit a 266 milioni (+20,9% a cambi costanti sul 2020), Ebitda a +18,6% o +24%. Numeri che portano il free cash flow industriale a 147 milioni. Ribadisce ancora Elkann: “Questa forte partenza d’anno è promettente per il resto del 2021, testimonia la resilienza del nostro modello di business e lo straordinario lavoro delle donne e degli uomini della Ferrari”. Quanto al futuro, la programmazione parla ancora la lingua dell’approccio prudenziale visto nel 2020.