Alcune forze politiche spingono per la proroga del Superbonus, mentre sul meccanismo di rimborso regna il silenzio. Si attende la Legge di Bilancio.

Superbonus
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Nonostante il pressing sulla proroga, il futuro del Superbonus del 110% è ancora tutt’altro che definito. Nel corso del Consiglio dei ministri di ieri sera si è cercato di accontentare tutti, soprattutto l’Europa. Accogliendo però le istanze di quelle forze politiche che sull’agevolazione del 110% non erano disposte a retrocedere. Il Movimento Cinque stelle era stato categorico sulla prosecuzione del bonus, tanto che lo stesso ex premier Giuseppe Conte aveva caldeggiato, prima delle sue dimissioni, il prolungamento della misura. Non solo per incrementare il ricorso al Superbonus, ma anche per migliorarne alcuni aspetti.

Se si arriverà davvero a dama lo si saprà solo nei prossimi giorni. Qualora la proroga dovesse rientrare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, le risorse arriveranno dalla Legge di Bilancio. Al momento, però, questa parte del Pnrr resta da definire, perlomeno nei suoi aspetti più salienti. Accanto al M5s, anche Forza Italia rincara la dose circa la prosecuzione dell’agevolazione del 110%, sotto utilizzata rispetto al previsto, complici alcune lungaggini burocratiche di troppo. A suonare la carica è la deputata di Forza Italia, Erica Mazzetti, che fa leva su un emendamento accolto positivamente in fase di approvazione del Milleproroghe.

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Tutti i nodi del Pnrr: cosa succede con Cashback e Superbonus

Come specificato dalla deputata azzurra, però, le risposte dovranno arrivare a stretto giro. “Gli operatori del settore – spiega – devono avere certezze e non aspettare la legge di bilancio, troppo a ridosso con l’attuale scadenza, insieme ad altre richieste importanti sempre inerenti in mondo dell’edilizia e delle costruzioni in Italia”. In effetti, la proroga del Superbonus mira non a rinnovare, quanto a semplificare e rendere più accessibile un provvedimento ben accolto al momento della sua istituzione. Difficile, però, che l’ok definitivo arrivi prima della Legge di Bilancio, nella cui sede verranno definite le disposizioni delle risorse.

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Ingredienti che contribuiscono a rendere quella del Superbonus una sfida ancora sospesa, anche se fra i 30 miliardi previsti per il Pnrr ne è già stato previsto qualcuno per rifinanziare l’agevolazione. Appeso, però, è anche il futuro del Cashback. Forse l’unico vero nesso rimasto con il governo Conte ma tutt’altro che gradito in alcuni suoi aspetti dal nuovo corso politico. Al momento, la misura del rimborso del 10% è prevista fino al 30 giugno 2022. L’esecutivo Draghi non l’ha praticamente mai menzionato, né nelle discussioni su Pnrr e Recovery e nemmeno nell’ottica di un prolungamento. Le ipotesi, al momento, riguardano un arrivo a scadenza o addirittura una sospensione. Difficilissimo il rifinanziamento ma non si può mai dire.