Aprire un conto corrente sembra un gesto ordinario ma nasconde più di qualche insidia. Specie se cointestato. Ecco a cosa fare attenzione.

Conti correnti conto corrente

E’ una scelta che, prima o poi, facciamo tutti. Aprire un conto corrente è una deriva naturale quando si inizia a lavorare e si sente l’esigenza di cominciare a gestire il proprio denaro in modo diverso. Uno step di crescita per un giovane, una responsabilizzazione per un adulto. E, certamente, anche un modo per tenere i propri risparmi al sicuro, adottando naturalmente quelle accortezze utili a far sì che il denaro non venga soggetto a troppe tassazioni e sia, come si dice, “in movimento”.

A ogni modo, nel momento in cui si apre un conto corrente bisogna tenere in considerazione una serie importante di variabili. Non tutti i conti sono uguali e non tutti offrono la stessa (e la giusta) dose di garanzie. La tendenza generale è quella di farsi consigliare da un consulente bancario e postale, per farci indirizzare nella miglior area di competenza. E, soprattutto, per scegliere il conto corrente più adatto a noi senza infilarci in condizionalità che risulterebbero fin troppo complesse. E questo vale anche per i conti cointestati, modalità sempre di buon successo.

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Conto corrente, stop agli errori: qualche inconveniente sui cointestati

Il conto cointestato è una pratica piuttosto diffusa, anche perché si può optare per questa via per una serie infinita di ragioni. Figlio e genitore, marito e moglie, soci di un’azienda… Sono tante le variabili concesse, dettate anche dal desiderio di non vedere le spese raddoppiate qualora si decidesse di procedere in separata sede. Ma, come tutte le cose belle, ha anche i suoi coni d’ombra. Va da sé che, in quanto cointestato, i soldi dovrebbero appartenere ai correntisti in egual misura, ovvero al 50%. Questo però, sentenza della Cassazione alla mano, non è sempre così.

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Uno degli svantaggi, che potrebbero maturare solo in presenza di particolari situazioni fra i contraenti, riguarda il concetto di simulazione. Ovvero, se un contraente non effettua versamenti, l’altro potrebbe sostenere (ma dovrà provarlo inconfutabilmente) che il conto cointestato non sia che una simulazione. Ma non solo. Nel peggiore dei casi, il decesso di uno dei titolari, se il conto corrente è a firma doppia dovrà essere congelato in attesa di individuare tutti gli eredi. Altra variabile, ma anche questa maturabile solo nel caso in cui uno dei contraenti decida di comportarsi male, è l’appropriazione indebita. Ossia, un correntista preleva più del dovuto senza consenso. Il problema è che la banca non sarebbe comunque tenuta a reintegrare l’importo all’altro correntista. Ovvero, scatterebbe un contenzioso. Meglio stare attenti.