La tematica dell’indennità di accompagnamento è tornato di grande attualità. Ma ecco tutti i dettagli su questa questione.

indennità di accompagnamento
(Fonte: Pixabay)

L’indennità di accompagnamento è un argomento di discussione, soprattutto in un periodo di grande difficoltà economica come questa. Infatti questo consiste in un supporto erogato alle persone invalide, ma anche a chi soffre di gravi patologie fisiche e psichiche. Un bonus che quindi è stato istituito per aiutare queste categorie.

Anche questa, come tante altre, è una prestazione di cui, come tante altre, si fa carico l’Inps. Ma quali sono le novità che si sanno a oggi? Giusto entrare nel dettaglio e nello specifico per provare a capire qualcosa in più su una questione così delicata e importante. Fondamentale dunque provare a fare un po’ di chiarezza in più.

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Indennità di accompagnamento, ecco tutti i requisiti per poterla richiedere

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Si può dire che l’erogazione riguarda le persone invalide al 100% o mutilate. Per queste ultime deve essere stata accertata l’impossibilità di deambulare senza il necessario aiuto di un accompagnatore. Questo sussidio viene però anche versato a chi ha delle difficoltà a compiere anche i più semplici gesti che costituiscono la quotidianità. Insomma, ci si sta riferendo a tutti coloro che non sono autosufficienti e che non potrebbero vivere senza il costante aiuto di un’altra persona.

Nel 2021 per l’indennità di accompagnamento sono previste delle importanti novità. Va detto che non contano né l’età né il reddito personale annuo. Essenziale è invece la residenza in forma stabile in Italia. L’indennità viene corrisposta per 12 mensilità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Molto spesso però può capitare che la data può venire indicata anche dalle commissioni sanitarie.

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Un altro aspetto importante è quello legato all’importo. Infatti questo, per il 2021, è stato fissato a 522,10 euro. Infine va ribadito che questo bonus viene sospeso in caso di ricovero in una struttura che a totale carico dello Stato e che è incompatibile con prestazioni simili già concesse, come per esempio, le invalidità di guerra, contratte sul lavoro o durante il servizio. Spetta comunque al cittadino scegliere il trattamento ritenuto maggiormente favorevole. Non vi è invece alcuna incompatibilità con un’attività lavorativa e con il possesso di una patente speciale.