Il paradosso pandemico: crolla il Lotto, aumentano i giochi clandestini

Meno circolazione, meno ricorso ai giochi ufficiali da ricevitoria. Ma, mentre questi scendono, sale il ricorso alle scommesse online. Non sempre tracciabili.

Lotto

Al netto di qualche volta in cui ci si azzecca, puntare troppi soldi su giochi e scommesse non è mai cosa buona. Specie in tempi di pandemia, quando le risorse economiche sono giocoforza limitate e conviene sicuramente impiegarle in qualcosa di più utile. L’inversione del trend in realtà c’è stata, anche se in minima parte: in alcune zone d’Italia, complici le difficoltà dei cittadini, sempre meno volte è accaduto di ritrovarsi clienti nelle ricevitorie per puntare qualcosa sui numeri del Lotto o sui Gratta e Vinci.

In particolare alcune città, come Cremona, hanno riscontrato forse per la prima volta una vera e propria frenata nell’acquisto dei giochi a premi. Il paradosso, tuttavia, è che mentre scendono i giochi per così dire “ufficiali”, le cui ricompense sono gestite dallo Stato e quindi consentite, totalmente diversa è la situazione per le scommesse clandestine. Un ambito che, contrariamente a quanto si possa pensare, sembrerebbe aver lievitato i suoi affari. Un sottomondo vastissimo, che va dal calcio all’azzardo ma che soprattutto riguardano il settore dello sport.

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Il paradosso pandemico: crescono i giochi online e le scommesse clandestine

In sostanza, anche se la minor circolazione delle persone e le difficoltà economiche generali hanno limitato il ricorso a Lotto e compagnia, gli italiani non sembrano aver perso il vizio del gioco. Il paradosso è che, nonostante il disagio abbia ridotto il ricorso ai giochi ufficiali (come conferma un esercente a Cremonaoggi.it), i soldi verrebbero comunque impiegati in scommesse clandestine. Il problema è che questo tipo di attività non sono, naturalmente, quelle autorizzate dallo Stato e, sicuramente, non seguono le regole imposte dalla legge. Oltre che dalla buona creanza.

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Niente di strano, riferisce lo stesso esercente, che chi gestisce questo tipo di canali incassa un utile netto non soggetto a tassazione. Il problema, in questo senso, risiede più che altro nel buonsenso degli scommettitori. I quali, piuttosto che andare a ingrossare un mercato privo di ogni tipo di controllo e quindi, tranne le eccezioni regolamentate (come alcuni casinò online), anche di sicurezza. Un mondo rischioso che vede perlopiù nell’online la sua dimensione naturale. Il consiglio è sempre lo stesso: meno si gioca è meglio è, specie se non lo si può fare per vie “ufficiali”. Specie di questi tempi.