Whats’app è tradimento: attenti ai vostri messaggi

Tradimento
Tradimento (Adobe)

L’app di messaggistica forse più utilizzata nel nostro paese al centro di una questione molto delicata per le coppie.

Tradimento
Tradimento (Adobe)

Tutti utilizziamo Whats’app, probabilmente l’app di messaggistica istantanea più diffusa nel nostro paese. Spesso, lo dicono le storie che ci circondano, certe applicazioni, certi strumenti di comunicazioni, possono però portare a rapporti molto più travolgenti tra persone, la parola detta nel modo giusto al momento giusto, l’ammiccamento e quant’altro. Il tutto, restando chiaramente nella sfera platonica. Parliamo di sms, no di incontro o altro.

Trattandosi di matrimonio, ad esempio, c’è da dire che l’articolo del Codice civile che regola l’unione, il numero 143 sancisce che il tradimento non avviene solo a livello fisico ma anche affettivo. La fedeltà, insomma, non è soltanto quella di natura propriamente sessuale, fisica, ma anche quella che può nascondersi all’interno di una chat di messaggistica. Quella celata dietro le parole, i sorrisi, l’immaginarsi altrove in altra situazione con chiunque altro.

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Whats’app è tradimento: ecco cosa ha deciso il Tribunale di Monza

Il Tribunale di Monza, in una recente sentenza, ha ribadito che le chat dell’applicazione di messaggistica istantanea, sono da ritenere una prova sufficiente per conclamare il tradimento. Stando a quanto riportato del codice civile poche righe più in alto, è chiaro che quel tipo di prova può portare al divorzio, perchè in un certo senso testimonia una vicinanza affettiva, può testimoniare una vicinanza affettiva ad un’altra persona che in teoria potrebbe essere considerata non del tutto comune, stando al concetto di legge, del matrimonio.

A Monza, lo scorso 23 novembre, con la sentenza n.1578, il Tribunale ha deciso che in una coppia di coniugi, il marito aveva tradito la reciproca fiducia. Contro di lui, sua moglie portava come prova la chat di whatsapp incriminata, in cui, secondo lei, poteva evincersi il tradimento. Attenzione, la chat di whatsapp rappresentava l’unica prova. Alla fine, la donna ha avuto ragione, quella persona era effettivamente l’amante di suo marito, e le è stata concessa la separazione stragiudiziale. Quella chat, solo quella chat, anche se fosse rimasto tutto li, ha rappresentato la prova decisiva. Importante e per niente innocuo precedente insomma.