La Tim scarica ‘volontariamente’ 1300 dipendenti: ricambio generazionale

Importanti novità in arrivo per Tim che di recente ha raggiunto un accordo con i sindacati per una riduzione del personale. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali sono le ultime informazioni in merito.

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L’ultimo anno è stato segnato dall’impatto del Covid che continua ad incidere negativamente sulle nostre vite, non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. Numerose, infatti, le imprese che si ritrovano a dover tenere le serrande abbassate, mentre dall’altro canto si assiste ad un aumento di coloro che optano per lo smart working. In attesa di vedere quale sarà il futuro della nostra economia, c’è un’azienda che cerca di rilanciare il proprio business in un contesto particolarmente difficile come quello attuale.

Si tratta della Tim, il più grande gruppo telefonico del Paese, che di recente ha raggiunto un accordo con i sindacati al fine di applicare una riduzione del personale, già a partire da quest’anno. Una novità senz’ombra di dubbio importante, che finirebbe per coinvolgere una buona fetta dei dipendenti della nota azienda. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali sono le ultime informazioni in merito.

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La Tim scarica ‘volontariamente’ 1300 dipendenti: raggiunto accordo con i sindacati

Lavoro
Foto di Free-Photos da Pixabay

Tim ha di recente raggiunto un accordo con i sindacati al fine di attuare una riduzione del personale. In particolare i tagli dovrebbero essere pari a circa il 3% dei 42.600 dipendenti di Tim in Italia e dovrebbero essere attuati attraverso uno schema di prepensionamento. In particolare s’intende incentivare l’uscita volontaria di circa 1.300 unità nel corso del 2021, con un possibile ulteriore taglio di 178 posti di lavoro che potrebbe aver luogo entro la fine del 2023.

Un accordo, quello raggiunto tra Tim e sindacati, volto a favorire il ricambio generazionale e professionale, che permetterebbe all’azienda di fare nuove assunzioni, con un occhio di riguardo ai giovani e a figure specifiche che possano favorire il processo di digitalizzazione. “L’accordo si inquadra nel più generale processo di revisione del mix generazionale”, ha infatti sottolineato Riccardo Saccone, segretario nazionale della Slc Cgil, così come riportato da Agi.