Dopo qualche ritardo lamentato in febbraio, i percepenti si chiedono quando riceveranno la disoccupazione Naspi. L’Inps qualche risposta la dà.

Naspi marzo

Febbraio è appena concluso e già ci si chiede cosa ci riserverà il mese di marzo. A un anno esatto dalla messa in lockdown, a più di uno dall’inizio della pandemia, la situazione non è poi molto diversa da quella dello stesso periodo del 2020. Clima di incertezza, spettro di nuove chiusure e attesa trepidante per quelle che saranno le forme di sostentamento pensate per superare lo scoglio sempre più irto del Covid-19. In questo senso la Naspi non fa eccezione, anche alla luce di alcuni ritardi lamentati dai percepenti nel mese di febbraio.

Ora la domanda attraversa un po’ tutti gli aventi diritto: quando verrà erogata la Naspi di marzo? Va ricordato, prima di tutto, che non esiste una data conforme a tutti. E non si tratta nemmeno di una pensione normale, che viene concessa in giorni specifici (soprattutto ora, per evitare assembramenti negli uffici postali). Molto dipende da quando la domanda è stata presentata ma, più in generale, seguendo il sito Inps è possibile farsi un’idea dei giorni di arrivo.

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Quant’è e quando arriva: la Naspi e il giorno d’arrivo

Come tutte le altre forme di sostegno al reddito erogate dall’Inps (la Naspi è classificata come la disoccupazione), per accedere al trattamento sono necessari determinati requisiti. Innanzitutto la condizione generale: per godere della Naspi, è necessario che il lavoratore abbia visto cessare il proprio rapporto di lavoro in modo del tutto indipendente dalla sua volontà. In questa categoria rientrano anche figure come gli apprendisti, i soci di cooperative e dipendenti della Pubblica amministrazione a tempo determinato.

La domanda deve essere necessariamente inviata tramite il sito Inps, utilizzando lo Spid o la Carta nazionale dei servizi. In alternativa si può richiedere attraverso un patronato. Pe quanto riguarda tempi e importi, l’Inps ha fatto sapere che il tetto massimo per l’indennità Naspi è stato  fissato a 1.335,40 euro, misura di prestazione che resta pari al 75% della retribuzione media mensile (dal quarto mese si procederà a un riduzione progressiva del 3% al mese). Lo stesso Inps ricorda che, salvo ritardi, la percezione arriva il 10 di ogni mese, tra il 5 e l’11 per quanto riguarda marzo. Date orientative ma alle quali tenere fede.