Rateizzazione, saldo e stralcio: tutte le possibilità per estinguere un debito col Fisco senza incorrere in sanzioni o ulteriori patemi.

Cartelle esattoriali Aer

Contrarre un debito con l’Erario non è mai una passeggiata. Anche nel caso in cui l’importo non sia particolarmente esoso, le pratiche burocratiche per il versamento del dovuto sottraggono tempo ed energie, oltre a portar via una buona dose di tranquillità. In sostanza, mettersi in pari con il Fisco non costa solo denaro ma anche stress. Il quale inizia già al momento della ricezione, ossia quando nella buca delle lettere spunta il sigillo dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa accade in questi casi? Semplice: inizia un iter da rispettare alla lettera. Di quelli da date in rosso sul calendario e, naturalmente, di scadenze da non sgarrare nemmeno per scherzo. Un tema, quest’ultimo, che ha dato (e continua a dare) grosse gatte da pelare ai contribuenti, anche in virtù della crisi innescata dalla pandemia da coronavirus. Un caos che ha spinto il governo a congelare le cartelle esattoriali e a prorogarne la scadenza anche dopo febbraio.

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Quando il Fisco chiama: ecco come sbrogliare il caos esattoriale

La sospensione del versamento dei contributi è stata una delle prime misure adottate per contrastare la crisi, pensata sia per i dipendenti che per le partite Iva (con fatturato calato di almeno il 33% per l’anno 2020). Ma, al netto delle varie proroghe, va detto che prima o poi (qualora non si proceda alla rottamazione delle cartelle) il saldo deve essere effettuato. In questi casi, al fine di non incorrere in ulteriori sanzioni e di risolvere al meglio l’intoppo venutosi a creare con l’Erario, la soluzione più a stretto giro da utilizzare è quella del saldo e stralcio.

Con questa strategia, creditore e contribuente di fatto sottoscrivono un’intesa, nella quale entrambi cercano di “venirsi incontro”. Si può inoltre procedere convenendo solitamente su una rateizzazione del debito, a partire dall’avviso bonario fino all’estinzione del debito, a seguito di una suddivisione del dovuto fino a un massimo di 120 rate. Le quali possono essere così suddivise: 8 rate trimestrali di importo costante per pagamenti fino a 5 mila euro, oppure 20 per quelli superiori.