Cosa sono e come funzionano

I Buoni Postali sono un prodotto finanziario, in particolare sono dei titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti SpA e venduti in esclusiva da Poste Italiane.

Poste Firma digitale

I buoni postali godono quindi della garanzia dello Stato, non sono soggetti alla normativa del bail-in, cioè a tutti quei meccanismi messi in atto quando c’è una crisi finanziaria bancaria. Chi si approccia a questo tipo di prodotto ha come obiettivo quello di ottenere un rendimento su un capitale trattenuto per un certo periodo di tempo. È un investimento a medio/lungo periodo, bisogna però tenere in considerazione il fatto che il Buono viene emesso al valore nominale quindi si rischia che al momento del ritiro di tale prodotto il valore nominale non corrisponda al valore reale ottenuto.

Chi emette i Buoni Postali: cos’è Cassa Depositi e Prestiti (CDP)?

I buoni postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti SpA. Nonostante abbia la forma giuridica di una società per azione, questo Istituto è nella misura dell’80,1% del Ministero del Tesoro e per la rimanente di istituti bancari, con partecipazione pubblica e privata. Ciò permette a tale istituto di emettere buoni postali in modo sicuro, in quanto sono completamente garantiti dallo stato italiano.

Buoni postali: quali sono i costi?

I buoni postali sono soggetti a due tipologie di costo:

  1. Ritenuta fiscale sugli interessi: ogni buono viene tassato sugli interessi secondo il regime fiscale esistente al momento in cui sono stati emessi. Quindi per i buoni postali emessi fino al 20/9/1986 non è prevista nessuna tassazione fiscale sugli interessi. Per i buoni emessi dal 21/9/1986 al 31/8/1987 è prevista una tassazione fiscale del 6,6%. Per i buoni fiscali emessi dal 1/9/1987 al 23/61997 è prevista una ritenuta fiscale del 12,5%. Dal 24/6/1997 in poi è prevista una imposta sostitutiva del 12,5%. Bisogna però sottolineare che le tassazioni antecedenti al 1997 venivano calcolate in modo diverso dalle attuali. Infine, una sentenza della Corte di Cassazione afferma che lo Stato può modificare in qualsiasi momento e con effetto retroattivo i tassi d’interesse dei buoni fiscali anteriori al 1999 senza l’obbligo di informare il diretto interessato. Questo perché non si vuole pagare tassi elevati come si faceva un tempo.
  2. Imposta di bollo: imposta addebitata dal 2012. Viene applicata al 31/12 di ogni anno sull’ammontare complessivo dei buoni. Se il valore di rimborso lordo a fine anno è inferiore a 5mila euro non si dovrà sostenere nessuna spesa. Se il valore, invece, a fine anno è maggiore di 5mila euro si dovrà pagare l’imposta. Il calcolo è molto semplice, basterà moltiplicare il totale nominale investito in buoni per lo 0,20%. Negli anni compresi dal 2012 al 2014 invece è prevista un’imposta di bollo fissa del 34,20%.

Quanti tipi di buoni postali esistono?

Buono 3×4

  • Ha una durata di massimo 12 mesi, gli interessi maturano ogni triennio, si può chiedere il rimborso anticipato del valore nominale. Può essere in ogni caso rimborsato a 3, 6, 9 anni con il riconoscimento degli interessi maturati in ciascun periodo.
  • Non sono previste spese per la sottoscrizione e sono soggetti alla tassazione del 12,5%. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Il rendimento effettivo annuo lordo è: alla fine di 3 anni dello 0,10%, alla fine di 6 anni dello 0,20%, alla fine di 9 anni dello 0,30% e al termine dei 12 anni dello 0,50%

Buono 4×4

  • Ha una durata massima di 16 anni. Gli interessi maturano ogni quattro anni, ma si può chiedere il rimborso anticipato con la restituzione del valore nominale. Può essere rimborsato dopo 4, 8, 12 anni con il riconoscimento degli interessi maturati al termine di ciascun quadriennio.
  • Non sono previste spese per la sottoscrizione e sono soggetti alla tassazione del 12,5%. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Il rendimento alla fine del 4° anno è dello 0,20%, alla fine del 8° anno è dello 0,30%, alla fine del 12° anno è dello 0,40% e alla fine del 16° anno è dello 0,75%

Buono Ordinario

  • Ha una durata massima di 20 anni, è utilizzato prevalentemente dai soggetti che intendono investire nel lungo periodo i loro risparmi. I tassi di rendimento son fissi e crescenti negli anni. Il capitale può essere rimborsato in qualsiasi momento con il pagamento anche degli interessi maturati, se il rimborso avviene dopo un anno dalla sottoscrizione del buono. Il buono ordinario può essere cartaceo o dematerializzato a partire da 50 euro o multipli.
  • Non sono previste spese di sottoscrizione, gestione o rimborso. È previsto il pagamento di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi. I buoni sono enti da imposta di successione. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Il rendimento alla fine del 1° anno è dello 0,05%, alla fine del 2° anno è dello 0,05%, alla fine del 3° anno è dello 0,05%, alla fine del 4° anno è dello 0,05%, alla fine del 5° anno è dello 0,10%, alla fine del 6° anno è dello 0,13%, alla fine del 7° anno è dello 0,16%, alla fine dell’8° anno è dello 0,17%, alla fine del 9° anno è dello 0,19%, alla fine del 10° anno è dello 0,20%, alla fine dell’11° anno è dello 0,22%, alla fine del 12° anno è dello 0,23%, alla fine del 13° anno è dello 0,25%, alla fine del 14° anno è dello 0,26%, alla fine del  15° anno è dello 0,27%, alla fine del 16° anno è dello 0,27%, alla fine del 17° anno è dello 0,28%, alla fine del 18° anno è dello 0,29%, alla fine del 19° anno è dello 0,29%, e infine alla fine del 20° anno è dello 0,30%.

Buono 4 anni risparmiosemplice

  • Con questa tipologia di buono si ha la possibilità di accantonare periodicamente degli importi per creare un capitale per scopi previdenziali. Al raggiungimento di almeno 24 sottoscrizioni periodiche si può ottenere un rendimento premiale, il quale verrà applicato su ciascun buono sottoscritto nell’ambito del piano in scadenza. In particolare le sottoscrizioni di capitale possono essere mensili o bimestrali per un importo a partire da a 50 euro o multipli. Si possono poi effettuare delle sottoscrizioni giornaliere un importo da 50 euro minimo a un massimo di 10mila euro. Tali sottoscrizioni giornaliere aggiuntive non andranno a concorrere con il numero minimo richiesto per l’ottenimento del rendimento premiale. Infine, le somme di tali buoni, alla scadenza del 4 anno saranno automaticamente reinvestiti nel proprio piano di risparmio.
  • Non sono previste spese di sottoscrizione, gestione o rimborso. E’ previsto il pagamento di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi. I buoni sono enti da imposta di successione. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Il tasso di rendimento standard di ciascun anno sarà dello 0,25%, mentre quello premiale dello 0,50%.

Buono dedicato ai minori

  • Il buono pensato per i minori e può essere sottoscritto da genitori, nonni e parenti, gli interessi maturano fino al compimento dei 18 anni di età con un rendimento fisso.
  • Non sono previste spese di sottoscrizione, gestione o rimborso. E’ previsto il pagamento di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi. I buoni sono enti da imposta di successione. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Per quanto concerne il tasso di rendimento, fino ai 3 anni è dello 0,50%, a 4 anni è dello 0,75%, a 5 anni è dell’1%, a 6 e 7 anno è del 1,25%, dagli 8 agli 11 anni è del 1,50%, dai 12 ai 15 è del 2%, dai 16 ai 18 del 2,50%.

Buono Obiettivo 65

  • Con questa tipologia di buoni si possono integrare redditi futuri in modo da avere una rendita certa dai 65 agli 80 anni. Si può decidere quanto versare mensilmente fino al compimento dei 54 anni. Successivamente si otterrà la rendita al compimento dei 65 anni fino agli 80 anni. Il buono si può sottoscrivere solo nella forma dematerializzata.
  • Non sono previste spese di sottoscrizione, gestione o rimborso, pprevisto il pagamento di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi. I buoni sono esenti da imposta di successione. Si dovrà sostenere l’imposta di bollo.
  • Per quanto concerne il rendimento, se il rimborso avviene prima dei 3 anni dal momento della sottoscrizione, si otterrà solo il capitale investito, se il rimborso invece avviene dopo i tre anni e fino al compimento di 65 anni si potrà ottenere il capitale investito e gli interessi maturati fino al momento del rimborso. Se il rimborso avviene a fine rendita si potrà ricevere il capitale investito e gli interessi netti maturati delle rate corrisposte.

poste italiane

Come sottoscrivere i buoni postali

Per la sottoscrizione di buoni postali è necessario recarsi presso un ufficio postale con il codice fiscale e un documento di identità in corso di validità. A questo punto si sottoscrivono i vari moduli e si decide se richiedere il buono cartaceo o dematerializzato, il quale ha bisogno dell’appoggio di un conto corrente BancoPosta o di un libretto postale di risparmio. Si dovrà poi versare una quota, la quale può essere anche solo di 50 euro: questo sarà il capitale base su cui poi andranno a calcolarsi periodicamente gli interessi. Non sono  previsti costi all’atto della sottoscrizione.

Le caratteristiche dei buoni dematerilizzati

I buoni dematerializzati sono rappresentati da una scrittura contabile effettuata su un conto di regolamento, che può essere il conto corrente BancoPosta o il Libretto di risparmio postale. Questo tipo di buoni al momento del rimborso, a scadenza o anticipato, prevedono l’accredito sul conto di regolamento, il quale non si potrà estinguere finchè ci saranno buoni attivi. I buoni dematerializzati saranno emessi a partire da 50 euro e multipli e possono essere rimborsati in via anticipata sia per il totale del valore sottoscritto che parzialmente.

Chi può ritirare i buoni fruttiferi postali cointestati?

I buoni postali possono essere cointestati a più persone, con il limite massimo di quattro. Possono avere la dicitura CPFR ovvero PFR, in questo caso i cointestatari avranno pari facoltà di rimborso, di conseguenza ciascun intestatario avrà la facoltà di chiedere autonomamente il rimborso del buono. Per evitare ciò si dovrà provvedere a rifiutare la clausola al momento della sottoscrizione del buono.

Nel caso in cui il buono venga rimborsato a uno dei cointestatari senza che gli altri ne siano a conoscenza, questi potranno opporsi al rimborso se il buono postale è stato emesso prima del 27/12/2000. Nel caso invece il buono sia stato emesso dopo il 28/12/2000 non sarà possibile opporsi al rimborso richiesto da uno dei cointestatari, i quali hanno le stesse facoltà.

I Buoni Postali convengono davvero? I pro e i contro

Come per ogni prodotto finanziario, nel momento in cui si sottoscrivono i buoni postali è necessario valutarne i pro e i contro.

I pro dei buoni postali:

  • non seguono l’andamento del mercato quindi sono più stabili e in qualsiasi caso verrà rimborsato il valore nominale del buono.
  • non sono soggetti al pagamento dell’imposta di bollo per valori che non superano i 5mila euro
  • alcune tipologie di buono hanno rendimento elevati

I contro dei buoni postali:

  • nel momento del rimborso il valore reale può non corrispondere al valore nominale, quindi il soggetto intestatario del buono andrebbe a perdere  il valore di quanto investito
  • rendono meno dei Buoni del tesoro emessi dalle banche

I Buoni Postali non più emessi

Per completezza, ecco una lista dei Buoni Postali che non sono più emessi: