E’ accaduto a un correntista italiano presso una banca austriaca. Uno sconosciuto ha di persona ritirato quasi tutto l’importo spacciandosi per lui. Troppo leggeri i controlli…

Soldi banca
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Un gesto eseguito sulla fiducia. Convinto che quel particolare istituto di credito fosse ideale per conservare i suoi risparmi. Il tutto nell’ottica di godere di una maggiore tranquillità in un periodo che tranquillo non è. Nemmeno da un punto di vista finanziario. Tanto che la persona in questione aveva deciso di affidarsi a una banca gestita da un sistema creditizio che credeva avrebbe potuto metterlo al riparo da sorprese spiacevoli, come la patrimoniale o forme di prelievo che erano state paventate nei momenti più bui.

Pura illusione a giudicare da quanto accaduto. Il correntista, con un versamento di 600 mila euro, aveva affidato i propri risparmi a una banca austriaca, come detto convinto di aver fatto un buon affare. Non è stato così. Qualcuno, infatti, ha deciso di accedere al suo conto e sfilare quasi per intero il patrimonio che vi era contenuto. Lasciando al correntista la misera cifra (rispetto a quanto era contenuto naturalmente) di 10 mila euro.

L’inizio della vicenda risale a un tempo complicato. Non a quello del coronavirus però. L’anno è il 2011, ovvero il periodo di transizione fra l’ultimo governo Berlusconi e il tecnico guidato da Mario Monti. Gli anni difficili della crisi, dello spread a livelli stellari e delle operazioni che in tanti hanno effettuato. Lui, rispetto a molti altri, lo ha fatto alla luce del sole: un bonifico per cambiare istituto di credito.

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Mette 600 mila euro sul conto, ne ritrova 10 mila: da lì si va in tribunale

Niente di strano. Se non che, dopo circa 8 anni come cliente, accade qualcosa di scioccante. L’uomo, effettuando un semplice controllo del proprio conto, scopre amaramente che i soldi messi non ci sono più quasi totalmente.

Una vicenda assurda. Il direttore, che lo riceve pochi giorni dopo a seguito di un vibrante reclamo, fa notare che un uomo, spacciandosi per lui, si è presentato e ha ritirato quasi tutti i soldi in contanti. Da lì inizia una vera e propria odissea. L’uomo ha chiesto conto alla banca delle verifiche latenti, mentre l’istituto affermava di averle seguite scrupolosamente, nonostante i tanti indizi (l’abbigliamento dell’uomo, la somma ingente ritirata) che avrebbero potuto mettere sull’avviso.

Nonostante l’evidente negligenza (controlli non effettuati in modo adeguato, fra i quali quello dell’indirizzo mail con la quale il falso cliente si era presentato), la banca sosteneva di essere nel giusto. Inevitabile quindi che la vicenda sia finita in tribunale. Dieci mesi (tempi quindi piuttosto ristretti) e le varie responsabilità sono state accertate. Al cliente i soldi sottratti illecitamente sono stati riversati mentre del truffatore nessuna traccia. Quantomeno, però, la giustizia ha davvero fatto il suo corso.