Nei nostri ospedali dal 2001 si è fatta strada una nuova figura professionale: l’Operatore socio-sanitario, ecco alcune informazioni interessanti

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Oss, studi e mansioni dell’Operatore Socio Sanitario

Nei nostri ospedali dal 2001 si è fatta strada una nuova figura professionale: l’Operatore socio-sanitario, la cui formazione e i relativi compiti vengono stabiliti dalle singole regioni. A livello nazionale due importanti leggi ne delimitano i campi, cioè la l. n. 43 del 2006 e la l. n. 3 del 2018.

La qualifica professionale di Oss si consegue alla fine di un percorso formativo della durata di circa 1000 ore, suddivise in 450 teoriche, 100 di esercitazioni e 450 di tirocinio con relativo esame finale. Il percorso formativo varia a seconda dell’Ente che lo gestisce, ma fondamentalmente le materie sono suddivise in quattro aree principali: l’area socio-culturale, area psicologico-sociale, area igienico-sanitaria e area tecnico-operativa. Al termine si dovrà svolgere uno stage con esame finale che consiste in una prova scritta, in una prova pratica ed in una prova orale, con il superamento della quale si ottiene l’attestato di qualifica che è ritenuto valido su tutto il territorio italiano.

L’OSS agisce in modo autonomo nell’assistenza di base. È presente 24/24h negli ospedale, cliniche private o nell’ambito dell’assistenza domiciliare. Il suo compito principale è quello di soddisfare i bisogni primari delle persone, quindi attinenti all’alimentazione, all’igiene personale, all’attività diretta al recupero della mobilizzazione. Ma non solo può anche occuparsi del rilevamento dei parametri vitali, delle piccole medicazioni, nell’aiuto nella somministrazione della terapia orale, del trasporto di materiali biologici, della preparazione dei materiali da sterilizzazione. Logicamente poi le sue mansioni si adegueranno al reparto o all’ambito specialistico in cui opera, quindi un oss che opera nel reparto dell’assistente sociale svolgerà mansioni diverse dell’oss che si occupa di un anziano a domicilio.

In area sanitaria può occuparsi con qualche limitato margine di autonomia  solo dell’assistenza di base al paziente, mentre può occuparsi di ulteriori attività solo dietro precisa attribuzione e indicazioni dell’infermiere.

Quanto guadagna un Oss, Operatore Socio Sanitario

La retribuzione varia, nel settore sanitario e in quello delle strutture private dipende dagli anni di esperienza, per chi infatti ha un’esperienza di menod i 3 anni si parte da circa 900 euro al mese, per passare poi a chi di esperienza ha circa 10-20 anni e in questi casi lo stipendio arriva sui 1480 netti, per anni superiori attorno ai 1580 euro.

Storia diversa invece se l’Oss lavora privatamente a domicilio. In questo caso l’importo lo stipendio mensile dipende dalle esigenze del paziente. L’operatore potrà chiedere dai 13.50 ai 20 euro nelle ore diurne fino a 120/150 euro per l’assistenza notturna.