Caso Genovese: “redditi da dipendente” ma feste da 100 mila euro

Emergono nuovi dettagli sul caso di Alberto Genovese. Negli ultimi anni, infatti, avrebbe dichiarato “redditi da dipendente”, salvo poi organizzare feste da almeno 100 mila euro.

Proseguono le indagini sul caso Alberto Genovese. Il “mago delle startup”, ricordiamo, è in carcere dallo scorso 6 novembre con l’accusa di aver violentato e sequestrato una 18enne per venti ore lo scorso 10 ottobre. Oltre alla ragazza che lo ha denunciato per prima, gli investigatori hanno anche ascoltato altre cinque presunte vittime su cui al momento si stanno concentrando le indagini.

Al momento in carcere con l’accusa di sequestro di persona, stupro e cessione di droga, inoltre, Alberto Genovese è finito di recente al centro dell’attenzione anche per via della sua situazione finanziaria. La procura di Milano, infatti, sta verificando se l’uomo avesse anche delle entrate offshore che avrebbe nascosto al Fisco. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali sono le ultime novità sul caso Genovese.

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Caso Genovese, “redditi da dipendente” ma feste da 100 mila euro: Procura indaga su conti offshore

Stando agli ultimi accertamenti, sembrerebbe che il 43enne “mago delle startup” avesse dichiarato negli ultimi anni al Fisco redditi da dipendente, anziché da ricco imprenditore. Allo stesso tempo, però, avrebbe continuato a mantenere uno stile di vista a base di numerosi eccessi, organizzando feste a partire da almeno 100 mila euro l’una, con tanto di jet privati e vacanze extra lusso.

Proprio per questo motivo la Procura di Milano sta svolgendo ulteriori indagini. In questo modo si intende verificare se l’imprenditore avesse altre entrate nascoste oppure spendesse i soldi ottenuti grazie alla vendita delle sue start up. Al momento gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, coordinati dal pm Paolo Filippini e dall’aggiunto Letizia Mannella, sono riusciti ad acquisire i documenti riguardanti una trentina di conti correnti personali di Genovese. Lo scopo è quello di individuare eventuali movimentazioni all’estero, attraverso società che si troverebbero in Lussemburgo e in Svizzera. Genovese, infatti, è indagato anche per intestazione fittizia di beni proprio in relazione ad alcune società a lui riferibili, con sede all’estero.

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