Pensione, lavoro e contribuzione: in quali casi i conti non tornano

A quante settimane corrisponde un anno di contributi? Un calcolo essenziale ai fini della pensione ma che può variare in base a diversi fattori.

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Il caos pensionistico passa anche da alcuni dettagli tecnici. Di quelli che, spesso, pur dandoli per scontati non conosciamo davvero a fondo. Fra questi, quale sia il periodo contributivo effettivo necessario ad andare in pensione, ma anche a quante settimane corrisponda un anno di contributi Inps. Un quesito non secondario se si pensa che il numero delle settimane, piuttosto che degli anni, potrebbe fare differenza a un lavoratore che intende andare in pensione e investire nella cosiddetta “contribuzione volontaria”.

Il calcolo non è poi così semplice. Anche perché molto dipende dal tipo di impiego che si svolge e, soprattutto, dalle modalità di riconoscimento della contribuzione. La quale perlopiù viene riconosciuta per un’annualità. Tuttavia non è sempre così. Il conteggio delle settimane di contribuzione può risentire di diversi aspetti, non ultimo quello dell’impiego part-time o della retribuzione inferiore al trattamento minimo. In questi casi potrebbe applicarsi quella che si definisce una riduzione contributiva sul montante del lavoratore.

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Pensione, lavoro e contribuzione: settimane e mesi, la differenza

Ecco perché, anche a fronte di un anno intero di attività lavorativa, il conteggio complessivo dell’annualità potrebbe deficitare di alcuni mesi. Inoltre, come riferisce Proiezionidiborsa.it, esiste un’altra variabile da tenere in considerazione, ossia la cassa previdenziale che cumula gli anni contributivi. In questo caso va tenuto conto di quanto gli istituti in questione considerino effettivi gli anni di contribuzione. Non sempre, infatti, a un anno di copertura corrisponde un accredito di 12 mesi.

Per rispondere al quesito, comunque, vanno considerati i coefficienti di trasformazione. Per i quali, al momento, un anno di lavoro corrisponde a 52 settimane di contribuzione. Un mese a 4. Ecco che, a questo punto, le soluzioni sono sostanzialmente due: aspettare l’indicazione delle settimane di anzianità nell’estratto conto contributivo (nel quale appunto il calcolo avviene per settimane) oppure chiedere conto direttamente all’ente previdenziale. Una soluzione smart per non avere brutte sorprese quando sarà il momento di tirare le somme.