Riuscire a difendersi da una bolletta dell’acqua troppo alta è possibile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo come fare.

In seguito all’impatto del Covid molte famiglie si ritrovano, purtroppo, alle prese con un grave periodo di crisi economica. Proprio per questo motivo l’arrivo delle bollette è diventato per molti un vero e proprio incubo, per via del timore di non riuscire a pagare le varie spese entro le scadenze prestabilite. A partire dalla spesa settimanale, passando per le bollette delle varie utenze, fino ad arrivare alle varie necessità quotidiane, infatti, sono tanti i costi con cui dover fare i conti.

Tra le voci che vanno ad impattare sul budget famigliare si annovera senz’ombra di dubbio la bolletta dell’acqua. Elemento indispensabile in ogni abitazione, in alcuni casi ci si può ritrovare, inaspettatamente, di fronte ad una bolletta dal costo particolarmente elevato. Proprio per questo motivo è bene sapere come difendersi e tutelare i propri diritti.

LEGGI ANCHE >>> Risparmiare il 40% sulla spesa settimanale? È possibile, ecco come

LEGGI ANCHE >>> Bonus sociale 2021, brutte notizie in arrivo: cosa c’è da sapere

Bolletta acqua troppo alta: come comportarsi

Bollette
Foto di Firmbee da Pixabay

Al fine di difendersi da una bolletta dell’acqua troppo alta si consiglia innanzitutto di verificare sempre i dettagli in essa contenuta. Il documento, infatti, deve presentare precise indicazioni in merito al calcolo effettuato. Nel caso in cui vi fossero dei dati non coretti, quindi, il consumatore ha il diritto di chiedere al proprio gestore una verifica in merito. Se una bolletta risulta più alta del solito, molto probabilmente ci si ritrova di fronte ad un errore di calcolo. In alternativa potrebbe trattarsi di un guasto al contatore. In ogni caso, come stabilito ai sensi dell’articolo 1375 del codice civile che garantisce la buona fede nella gestione dei contratti, il gestore deve provvedere a risolvere la situazione. In caso di anomalie, infatti, deve rettificare la bolletta in questione.

Ma non solo, bisogna sapere che con la delibera ARERA 547/2019/R/idr, a partire dal 1° gennaio 2020 la prescrizione è stata ridotta da 5 a 2 anni. Questo significa che nel caso in cui il gestore abbia accumulato anni di ritardo nella fatturazione dei consumi, il consumatore potrà chiedere di pagare solamente gli ultimi due anni. Per finire, tra gli accorgimenti utili per cercare di difendersi da una bolletta troppo alta, si ricorda che in presenza di determinati requisiti è possibile beneficiare del bonus sociale. Quest’ultimo è rivolto a famiglie con ISEE inferiore ad 8.265 euro oppure, in presenza di una famiglia numerosa, con ISEE inferiore a 20 mila euro.