Si chiama Azolla Caroliniana e ha due incredibili peculiarità: pulisce i fiumi dai residui metalliferi e ne trattiene alcuni. Incluso l’oro.

Azolla oro

Chi trova un amico trova un tesoro, dice il detto. Ed è sicuramente il tesoro più importante. Spostando il ragionamento a qualcosa di più “terreno”, a volte capita di avere fra le mani una potenziale Cibola senza rendersi conto di averla. Men che meno se questa potenziale “miniera” non è altro che una semplice pianta. Ma attenzione: non una “miniera” per il suo valore (che pure sale considerando di cosa è capace) o per la sua rarità, quanto per la sua incredibile peculiarità. Assorbire i materiali, soprattutto metalli. Oro incluso. Mica male.

Si chiama Azolla Caroliniana e si tratta di una felce acquatica, molto usata nelle risaie asiatica per la sua capacità di produrre azoto utile alla crescita del riso. Una bella caratteristica considerando quanto importante sia la raccolta e il mercato del riso in alcuni Paesi al di là degli Urali.

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Occhio a questa pianta: recupera l’oro e pulisce i fiumi

Come osservato dal professor Elisha Tel-Or, del Department of Agricultural Botany, dell’Università di Gerusalemme, questa pianta possiede l’incredibile capacità di trattenere una gran varietà di metalli, soprattutto quelli pesanti. Fra questi, nelle sue foglie sono stati individuati elementi come il cromo, il nichel, il rame e persino lo zinco, ovvero quei metalli che sovente corrispondono allo scarico di un’industria in un corso d’acqua, magari un fiume.

Ma, cosa abbastanza insolita, fra le sue capacità rientra anche quella di assorbire l’oro, o meglio, le sue particelle che si disperdono durante la lavorazione. In poche parole, se nei pressi di una miniera si lavorasse della roccia contenente oro, gli scarti potrebbero finire in un fiume ed essere trattenuti dalle eccezionali foglie della Azolla Caroliniana. Che idealmente, dal loro caratteristico verde diventerebbero idealmente dorate.

Manco a dirlo, la scoperta ha stuzzicato la fantasia di un gran numero di persone. L’utilità, infatti, potrebbe non essere solo quella di contenere le particelle d’oro ma anche di contribuire a ripulire le acque fluviali. Uno scopo decisamente più utile alla causa sociale.