Le previsioni di S&P Global Ratings tengono alta l’asticella del rischio. Ma accanto alle insicurezze, per le banche si profilano anche fattori positivi.

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Quanto ha impattato la crisi sul sistema bancario? Un conto, infatti, è infierire sui risparmi degli italiani, in particolare di coloro che hanno attraversato mezzo anno in cassa integrazione. Un altro capire se, per l’anno appena iniziato, anche gli istituti di credito possano in qualche modo aver trovato di fronte a sé il rischio capitale delle perdite di credito. Un’analisi della situazione arriva da S&P Global Ratings, che ha focalizzato l’attenzione non tanto sull’anno trascorso quanto sugli scenari che attendono le banche nei 12 mesi che verranno.

E il quadro resta preoccupante, poiché il 2021 sarà l’anno in cui gli istituti di credito dovranno controbilanciare i danni subiti dai risparmiatori. Il che potrebbe essere abbastanza complicato, considerando che i dati sulla ripresa restano estremamente incerti e il futuro delle imprese, così come dei lavoratori autonomi, porta con sé un fattore di insicurezza almeno a medio termine.

Banche e pandemia, la crisi pesa: le previsioni di S&P

Sul tema è intervenuto a Milano Finanza Mirko Sanna, di S&P Global Ratings: “Prevediamo che le perdite su crediti per le banche italiane raggiungeranno il picco nel 2021, nonostante le considerevoli riserve di credito per perdite future accantonate dalle banche per tutto il 2020. Pur essendo in media superiori alla maggior parte dei settori bancari in Europa, le perdite su crediti rimarranno al di sotto dei livelli della precedente recessione”.

Una recessione in piena regola quindi. Il punto sarà capire quali società bancarie saranno in grado di assorbirne l’impatto e mantenere la linea di galleggiamento. Di società a rischio, infatti, ce ne sarebbero diverse: “Come quelle che non hanno ancora completato la pulizia dei problemi legali legati a questioni passate o che presentavano vulnerabilità strutturali nei loro modelli di business pre-coronavirus”.

Tuttavia, accanto alle negatività, vanno tenuti in considerazione i fattori positivi. I quali hanno finora permesso di superare lo scoglio del 2020 in una situazione di relativo controllo. Forse non sufficiente per i mesi che ci separano dal 2022 ma comunque un punto di partenza. Da ricordare anche gli interventi della Banca centrale europea e quelli del governo, coi suoi 140 miliardi di prestiti che hanno limitato le perdite bancarie. Il resto lo farà (e soprattutto lo dirà) il tempo.