Le circostanze che offrono l’opportunità al lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro senza perdere la paga e i contributi sono diverse.

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Coloro che si sposano, possono ottenere il cosiddetto congedo matrimoniale, ovvero un congedo straordinario, addizionale alle ferie maturate e che non incide sullo stipendio. Il congedo matrimoniale consiste in 15 giorni che devono essere consecutivi di permesso retribuito.

Ma non basta sposarsi per ottenerlo, ci sono alcuni requisiti necessari. Di solito questi sono riportati nei CCNL.

Il periodo di congedo per matrimonio esiste da molti anni, era presente già nel Regio Decreto Legge n.1334 del 1937. Al momento al lavoratore che si sposa spettano 15 giorni consecutivi. E da quando è stata approvata la legge sulle unioni civili, lo stesso congedo spetta anche in quel caso.

Il congedo matrimoniale vale per tutti i lavoratori dipendenti, ma comunque basterà dare un’occhiata al contratto nazionale del lavoro della propria categoria per accertarsene. E per capire bene come va richiesto e come funziona.

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Congedo retribuito di 15 giorni per matrimonio o unione civile

Abbiamo spiegato in generale in cosa consiste il congedo matrimoniale, a chi spetta e quanto dura, ma vediamo qualche altro utile dettaglio. Il congedo per matrimonio o unione civile deve essere per legge continuativo, il datore di lavoro non può quindi chiedere che il lavoratore usufruisca del congedo in maniera spezzettata.

I 15 giorni continuativi fissati per la durata includono anche i giorni festivi, e non solo i feriali come accade per le ferie, inclusi sabato e domenica. Inoltre come abbiamo già spiegato non influiscono sulle ferie maturate, ma non possono essere richiesti o sfruttati per i periodi di preavviso al licenziamento, come invece accade per le ferie.

Le giornate di assenza dal lavoro per il congedo per matrimonio o unione civile vengono quindi retribuite comunque al lavoratore. Per i primi sette giorni è l’INPS che si fa carico della spesa. I giorni restanti vengono integrati dal datore di lavoro. Quindi la retribuzione del lavoratore non subisce alcun cambiamento.

L’assegno che si riceve per quei 15 giorni di congedo contribuiscono sia alla maturazione della tredicesima mensilità (e della quattordicesima per i contratti che la prevedono) e delle ferie. Inoltre è utile anche al calcolo del TFR.

Ricordiamo però che il lavoratore che vuole beneficiare di questo congedo deve presentare un preavviso al proprio datore di lavoro al fine di non inficiare nell’organizzazione dell’azienda.