Cosa succederà all’economia italiana in questo anno appena iniziato? Ecco le previsioni secondo Prometeia

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Secondo Prometeia il Pil nel 2021 sarà di +4,8% (da +6,2% previsto a settembre), a causa della recrudescenza della diffusione del virus e delle difficoltà di implementazione immediata del Next Generation EU.

Ed è proprio il Next Generation EU che darà un impulso alla crescita di 0,3 punti percentuali nel 2021, con un impatto positivo cumulato di 1,2 punti percentuali sul Pil dell’Italia a fine 2023.

Secondo Prometeia l’Italia riuscirà a spendere l’80% dei fondi a disposizione nel periodo 2021-2023, ma per fare questo sarà necessaria una implementazione efficiente dei programmi per migliorare la produttività del nostro Paese.

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Economia italiana: queste sono le previsioni per l’anno in corso

Il debito pubblico vedrà un picco al 159% del Pil nel 2021 per poi calare  al 155% nel 2023, senza tuttavia pressioni sul finanziamento: l’aumento di debito sarebbe infatti integralmente coperto dagli acquisti netti della Bce e dall’accesso ai prestiti europei.

Il deficit/Pil si assesterà all’8% nel 2021 e chiuderà in media al 5% nel 2022-2023.

A livello globale, se la Cina ha già recuperato il livello di Pil pre-crisi, gli Stati Uniti lo raggiungeranno nel 2021. L’Europa, invece, raggiungerà questo traguardo solo nel 2022 e non in tutti i paesi del vecchio continente.

La Germania recupererà il livello pre-crisi entro il 2021. Dal lato opposto la Spagna che, tra i maggiori beneficiari dei fondi europei insieme all’Italia, al 2023 non avrà ancora recuperato.

Mentre in Asia molti paesi emergenti presentano buone prospettive di ripresa, molti altri – soprattutto in Africa e Sud America – sono appesantiti da rilevanti debiti pubblici, che ne mettono a rischio la stabilità.