Tra Covid e crollo dei consumi, nel 2020 c’è stata la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese 

Gli studi di Confcommercio sull’attività imprenditoriale in Italia sono impietosi. L’analisi riguarda le chiusure delle attività nel 2020.  L’effetto combinato del Covid e del crollo dei consumi del 10,8% ha portato ad una chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato.

Questo numero elevato di chiusure non può essere, purtroppo, affatto compensato dalle 85mila nuove aperture. Di queste 390 mila imprese, 240mila hanno chiuso SOLO a causa della pandemia.

LEGGI ANCHE >>> Disoccupazione, il crollo in Italia nel 2021: le stime nere della Commissione Ue

LEGGI ANCHE >>> Commissione europea, crollo occupazione italiana nel 2021. Tutti i numeri

Il numero delle imprese che hanno chiuso nel 2020 lascia di stucco

L’emergenza sanitaria è stata il colpo finale per le imprese italiane, già sottoposte a tassazioni estenuanti da parte del governo italiano.  Delle 240mila imprese “sparite” dal mercato a causa della pandemia, 225mila si perdono per un eccesso di mortalità e 15mila per un deficit di natalità. Una riduzione del tessuto produttivo che ci porteremo dietro per un bel po’.

I settori più colpiti sono: abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che (attività sportive e di intrattenimento) fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo. In questo settore infatti, ha chiuso un’impresa su tre. Una vera e propria catastrofe.