Prolungati i giorni del congedo: da 7 a 10 per chi diventa papà. Emendamento valido anche in caso di adozione o affido.

Congedo papà
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Anno nuovo, notizie nuove. Non sempre buone ma, in questo caso, perlomeno di sollievo. Con il 2021, infatti, sono in arrivo importanti novità riguardo il congedo parentale, pronto a lievitare per i papà che lo richiederanno a seguito della nascita dei figli. Un provvedimento che entrerà in Legge di Bilancio dopo l’approvazione del pacchetto degli emendamenti approvati e che andrà a favorire i genitori ai quali spetta di diritto un periodo di assenza dal lavoro.

L’emendamento in questione, porterà i giorni di congedo dagli attuali 7 a 10. Tre giorni in più, che comunque faranno comodo. Una novità che porta l’Italia al pari altri Stati europei e, soprattutto, all’assolvimento della richiesta dell’Europa di adeguarsi alla normativa entro il 2022.

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Fra le novità introdotte, la possibilità di aggiungere al congedo un ulteriore giorno di congedo facoltativo, in accordo e in alternativa alla madre. Il prolungamento, inoltre, raggiunge quello che, fin qui, è il tetto massimo delle giornate concesse. Si era cominciato con 4, poi 5 nel 2019, quindi 7 nel 2020 e 10 nel 2021. Va ricordato che il congedo parentale è una disposizione governativa non strutturale, da rinnovare quindi di anno in anno.

Il diritto diventerebbe obbligo in caso in cui i papà siano padri adottivi o affidatari di un bambino. Inoltre, il congedo può essere fruito entro i primi cinque mesi dalla nascita o dall’affidamento. E, ancora, se ne può usufruire sia durante il congedo della mamma lavoratrice che dopo. Anche in maniera non continuativa, volendo. Niente cambia rispetto al 2020 per quanto riguarda la presentazione della domanda: tramite i servizi Inps (qualora sia tale ente ad erogarla), oppure previa comunicazione al datore di lavoro, qualora sia lui a decretarlo. In questo caso, la comunicazione dovrà arrivare almeno 15 giorni prima.