Uno studio sull’espansione delle keyword di ricerca sul principale motore di ricerca indica il boom del trading online. Lo rivela uno studio di ByTek.

Trading online
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il coronavirus sta cambiando il mondo. E’ ormai un dato di fatto, considerando non solo i riverberi a livello sanitario ma anche gli effetti indiretti di quella che, a tutti gli effetti, è una crisi sociale prima ancora che economica. La somma di questi fattori ha portato inevitabilmente a un cambiamento del nostro stile di vita e, soprattutto, delle nostre abitudini. Innanzitutto per adeguarci allo stay-at-home, poi per rispondere alle sue conseguenze.

Una di queste, l’uniformarci alla tecnologia domestica, unico vero strumento in grado di avvicinarci al mondo del lavoro ordinario. Un’indagine di Datrix, gruppo tech che sviluppa tecnologie software, ha reso pubblico uno studio di ByTek che mostra come una delle principali pratiche soggette a sviluppo nell’ultimo anno è proprio a livello tecnologico. Il trading online.

LEGGI ANCHE >>> La pandemia favorisce le aziende tech: ecco chi ha guadagnato di più

LEGGI ANCHE >>> Pagamenti online: attenzione alle novità introdotte dal 2021

Il trading online vola col lockdown: la ricerca non lascia dubbi

Una pratica ormai diffusissima, che con la pandemia ha conosciuto un boom, negli Stati Uniti ma anche in Italia. Soprattutto in fase di lockdown, gli utenti hanno mostrato particolare interesse per questo tipo di commercio e per i diversi strumenti a disposizione per praticarlo. L’analisi è stata svolta principalmente sulle ricerche degli utenti in Google, molte delle quali sull’argomento. Significativo quanto emerso dalle parole più cercate. Una su tutte: futures, gli investimenti in azioni.

Inoltre, sempre stando alla medesima ricerca, è aumentato di molto l’interesse verso le keyword legate al trading online, oltre che incrementati i click su piattaforme dedite all’investimento come eToro e Plus500. In sostanza, di tutti gli argomenti connessi in qualche modo al trading online hanno visto un balzo nel volume di ricerca su Google, anche rispetto ai nomi di altri broker forex (Pepperstone, Cityindex e altre). Il tutto, misurato in volumi di ricerca mensili nel periodo compreso fra febbraio 2019 e ottobre 2020. Oltre un anno quindi, comprensivo dei mesi di lockdown, indicato come il principale di espansione delle keyword iniziale tramite ricerca Google.

L’ennesimo indicatore di come, in qualche modo, il tech l’abbia fatta (e la stia facendo) da padrone. Uno dei pochi settori davvero in grado di galleggiare in un periodo di buio generale.